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Caos lungomari di Gnassi. Spinelli senza bis. Hera lontana. Apre il Birrodromo delle polemiche

L’eredità di Gnassi

Questa settimana ha visto Rimini sulle prime pagine dei quotidiani e nei social per il caos traffico. Vi è chi pensa che il tutto derivi dai troppi cantieri aperti. Lungomare, piazza Tripoli, statale, zona ponte di Tiberio, ecc. La realtà purtroppo è un’altra. Finiti i cantieri rimarranno due problemi enormi. Il lungomare, nel tratto piazzale Fellini- piazzale Pascoli prevede l’eliminazione dell’attuale sezione stradale con un arredo urbano completamente pedonale-ciclabile. Non vi è corsia di servizio, non vi sono parcheggi interrati. Solo percorso pedonale o ciclabile. Il viale delle Regine (Vespucci, Elena) diventa a doppio senso di marcia permanente. Non sono previste area di scarico e carico dei bus turistici o per altri mezzi di servizio. La soluzione è fermarsi dove capita con tutte le conseguenze per la mobilità. Il prossimo anno i lavori proseguiranno sul lungomare, con analogo progetto, fino a Marebello. Arredo urbano pedonale e ciclabile senza parcheggi. La prospettiva è di avere un primo parcheggio interrato (Piazzale Tripoli o Fellini) fra tre anni se va bene. Ovviamente con costi elevati a carico del bilancio comunale. Non meno di 40milioni di euro per una soluzione minimale (tre parcheggi) di posti auto nella zona mare. Nel frattempo, le soluzioni prospettate (parcheggi scambiatori e navette) sono solo, inevitabilmente, dei palliativi. Il Parco del Mare presentato dal sindaco Gnassi nel 2015 aveva ben altre premesse che nel tempo non si sono realizzate, ad iniziare dai parcheggi. Gnassi ha inaugurato i nuovi lungomari (Rimini Nord e Marina Centro) con tanti applausi. Pochi intravedevano i problemi che stanno manifestandosi in tutta la portata. Ora i problemi sono solo per l’attuale sindaco che deve gestire una situazione molto difficile e di non semplice soluzione se non con un salasso per le casse comunali. Gnassi poteva limitarsi al primo tratto, piazzale Fellini-Kennedy, per verificare e ponderare i problemi per evitarli nei tratti successivi. Invece in un impeto di “bulimia” amministrativa ha finanziato e appaltato anche i tratti successivi del lungomare. Come se dopo Gnassi non ci fosse un’altra amministrazione.

PARCO DEL MARE – MARINA CENTRO – inaugurazione RIMINI 29 Agosto 2021 (ph © Giorgio Salvatori)

La Spinelli senza il tris

La data delle elezioni è stata fissata. 12 giugno e possibili ballottaggi dopo 15 giorni. A Coriano il centrosinistra ha presentato candidato a sindaco Cristian Paolucci, Enrico Santini è il candidato di un’altra coalizione che si potrebbe definire di centro. Manca all’appello il centrodestra. L’attuale sindaco, Domenica Spinelli, ha già alle spalle due legislature e per l’attuale legge non è ricandidabile. Nei giorni scorsi era uscita la notizia che il governo aveva pronta la riforma del Tuel (Testo unico enti locali) con all’interno la proposta del terzo mandato per i comuni fino a 15mila abitanti. È il caso del comune di Coriano. Vi è anche chi aveva fatto intendere che era sufficiente l’approvazione del disegno di legge da parte del governo per rendere immediatamente esecutiva la norma sul terzo mandato. Non è così. E’ un disegno di legge e come tale deve fare l’iter parlamentare, come ha spiegato anche il sottosegretario all’interno, Ivan Scalfarotto: “Sul terzo mandato la riforma del Tuel non sarà blindata, ma aperta alla discussione di Camera e Senato”. Domenica Spinelli se ne deve fare una ragione, non vi sarà terza candidatura.

Domenica Spinelli sindaca di Coriano

Gli utili di Hera

La settimana scorsa ha fatto scalpore la presentazione del bilancio 2021 del gruppo Hera. Un utile netto consolidato di 372,7 milioni, in rialzo del 15,5% rispetto ai 322,8 milioni dell’anno precedente ha fatto sobbalzare sulla sedia più di un osservatore. In particolare alcuni rappresentanti di categorie economiche, come ad esempio Gianni Indino di Confcommercio, si rammaricano per la mancata riduzione dei costi della raccolta rifiuti o della pulizia delle strade a fronte di utili così importanti. Indino dovrebbe sapere che la regolazione delle tariffe per la raccolta rifiuti è di competenza ARERA – Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente. Inoltre non tutti i comuni sono a tariffa, molti sono a tassa e non sempre il costo del servizio corrisponde a quanto pagano gli utenti. Talvolta i Comuni ci guadagnano con la raccolta rifiuti. Evidente che Gianni Indino ha sbagliato indirizzo per le sue rimostranze

Gli utili di Hera, che fanno piacere ai sindaci soci perché incassano i dividendi, mi portano ad un’altra riflessione. Hera è diventata troppo distante dai suoi soci pubblici (i sindaci) e troppo distante dai suoi utenti. Non vi è nessuna struttura di governo che interfacci il territorio con i manager centrali. Quando nacque Hera erano state costituite le Sot (Società territoriali), emanazioni dei comuni del territorio. Dopo qualche anno sono state eliminate. Ebbene, penso che occorra ritornare ad una forma di partecipazione reale. A molti Hera appare lontana, difficile interloquire con gli uffici tecnici, costi non sempre giustificati per quelli del libero mercato. In definitiva l’azienda va bene, ma potrebbe anche migliorare il rapporto con il territorio. Questa dovrebbe essere la scommessa del futuro. Non basta solo il Consiglio di Amministrazione. Complimenti a Stefano Venier per il nuovo importante incarico di Amministratore delegato di Snam.

Stefano Venier ex amministratore delegato di Hera

Birrodromo inaugura

Giovedì 7 aprile il Birrodromo di piazzale Clementini apre i battenti. Vi sarà l’inaugurazione ufficiale. Una iniziativa che sicuramente arricchisce l’offerta di pub a Rimini. Pregevole anche il recupero della vecchia officina delle Padane. Rimane il rammarico sulle mancate risposte agli interrogativi che erano stati posti all’azienda pubblica dei trasporti, Start Romagna. Perché non è stata fatta una procedura di evidenza pubblica e per quale ragione il contratto di affitto (nove anni più nove) ha stabilito una cifra così bassa rispetto alla struttura. 26mila euro all’anno sono molto pochi se confrontati con il mercato degli affitti dei pubblici esercizi a Rimini.

Maurizio Melucci

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