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Caos spiagge. Sequestrato bagno a Genova in contrasto con la Bolkestein. Il titolare denuncia gli altri 10 mila balneari

Sequestrato stamani uno stabilimento balneare a Genova Quarto, i Bagni Liggia. Secondo quanto appreso, i sigilli sono stati apposti dopo una sentenza del Tribunale del Riesame relativa a violazioni della cosiddetta ‘legge Bolkestein’. Sul posto polizia locale e Capitaneria di Porto di Genova. E il sequestro è destinato a propagare i suoi effetti in tutta Italia.

“Adesso se da un lato devo restituire i soldi ai clienti dall’altro ho 8 dipendenti che non ho intenzione di licenziare. E non licenzio nemmeno il bagnino”, dice però Claudio Galli, titolare dello stabilimento balneare sequestrato stamani in esecuzione della sentenza. “Non licenzio il bagnino ma la barca di salvataggio non so dove metterla – ha detto -. Secondo la capitaneria dovrei metterla sul molo che è l’unica parte non sequestrata ma per riporla la sera devo violare i sigilli?”. Galli annuncia che si muoverà per vie legali: “Domani presenterò un esposto alla Procura – ha annunciato – per dire che esistono oltre 10 mila concessioni in Italia che sono nella mia situazione. Sono elencate nel database del Ministero delle Infrastrutture e del Ministero del Turismo e vi elenco le 453 autorità concedenti che vi chiedo di indagare”.
Repubblica Genova

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