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Capotreno che chiede la mascherina presa a botte sulla Bologna-Rimini

Ancora aggressioni sui treni dopo un richiamo ad indossare la mascherina: due giorni fa su un convoglio in viaggio da Bologna a Piacenza, alla stazione di Fidenza, una capotreno “veniva colpita con un calcio in pieno ventre da un viaggiatore al quale aveva chiesto poco prima di indossare la mascherina e di esibire il titolo di viaggio”, racconta la segreteria regionale del sindacato Fast-Cisal. Ma appunto non è un episodio isolato. “Sempre nella stazione di Fidenza, il 18 luglio avveniva un’altra aggressione ai danni della capotreno in servizio da parte di un viaggiatore che la minacciava di morte e cercava di aggredirla per aver chiesto di indossare la mascherina e di produrre il titolo di viaggio. E ieri un’altra capotreno su un regionale è stata aggredita nei pressi della stazione di Gambettola” su un convoglio diretto a Rimini, racconta sempre Fast.

A inizio luglio, poi la Cisl aveva segnalato una aggressione, dopo richiamo ad indossare la mascherina, alla stazione di Modena. Alla luce di questi nuovi casi, il responsabile regionale Fast, Teodoro Pappalardo, ha scritto ieri una lettera (diffusa anche sui social) in cui chiede al Prefetto di Bologna un incontro urgente allargato ad Trenitali-Tper, alla Polfer e alle altre Prefetture dei territori dove ci sono state le aggressioni perchè “è imprescindibile un fattivo intervento da parte di Istituzioni, Forze dell’ordine e imprese del trasporto ferroviario a tutela dei lavoratori che operano nelle stazioni, negli scali ferroviari e sui treni, nonché degli utenti, in un contesto di preoccupante degrado sociale diffuso e progressiva desertificazione delle strutture, nell’interesse della sicurezza dei viaggiatori e a tutela del personale impegnato a bordo dei treni”. Ma non solo.

Fast-Confasl, in attesa del vertice coi prefetti, chiede di esonerare i capitreno dal controllo delle mascherine “in mancanza di un supporto delle forze di pubblica sicurezza”; senza la presenza degli agenti, “diamo indicazioni sin da ora al personale di autotutelarsi”. E se la richiesta di tavolo sulle aggressioni dovesse cadere nel vuoto, “ci riserviamo la possibilità di mettere in campo tutte le azioni a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori, e più in generale, della cittadinanza emiliano-romagnola che utilizza il trasporto ferroviario”, afferma Pappalardo. Peraltro Fast ha appena dichiarato uno sciopero in Trenitalia-Tper dalle 3,31 di domenica 18 settembre fino alle 2,30 del 19 settembre che segue quelli del 5 giugno e del 10 luglio.

(Agenzia DIRE)

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