HomePoliticaCarcere di Rimini, Brunori chiede impegni per l’allungamento del servizio infermieristico

"La situazione della Casa circondariale è troppo delicata per poter accettare ulteriori arretramenti"


Carcere di Rimini, Brunori chiede impegni per l’allungamento del servizio infermieristico


29 Maggio 2026 / Redazione

Qualche settimana fa il consigliere comunale Andrea Pari (Lega) aveva denunciato pubblicamente la grave riduzione dell’assistenza sanitaria all’interno della Casa circondariale di Rimini. Oggi Pari – in Comune – e Brunori – in Provincia – porteranno questa battaglia all’attenzione dei rispettivi Consigli con un ordine del giorno tramite il quale chiederanno al Sindaco/Presidente della Provincia e alla Giunta d’intervenire nei confronti di Ausl Romagna e Regione Emilia-Romagna affinché venga ripristinata la presenza medica e infermieristica almeno fino alle ore 22, avviando al contempo un percorso per arrivare a una copertura sanitaria H24.

“La situazione della Casa circondariale di Rimini – scrive il consigliere provinciale Stefano Brunori  – è troppo delicata per poter accettare ulteriori arretramenti. Parliamo di un istituto che vive da tempo condizioni di forte sovraffollamento, con presenze abitualmente (da fonti ricevute) sembra superiori a 180 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 118 posti, e che presenta criticità strutturali e sanitarie note, a partire dalla situazione della cosiddetta Sezione Prima. In questo contesto, ridurre l’assistenza sanitaria è una scelta incomprensibile e pericolosa.

Fino a pochi anni fa il servizio infermieristico era garantito dalle 7 alle  22 e il servizio medico dalle 8 alle 22. Successivamente la presenza medica è stata ridotta fino alle 20 e ora risulta in sperimentazione anche una riduzione del servizio infermieristico, garantito soltanto fino alle 20.30.La criticità è ancora più evidente se si considera che nuovi detenuti possono essere condotti alla Casa circondariale di Rimini fino alle  22. Proprio nella fascia serale, quindi, possono avvenire ingressi che richiedono valutazioni sanitarie tempestive, anche sotto il profilo psicologico e del rischio suicidario. Le prime ore e la prima notte di detenzione rappresentano infatti uno dei momenti più fragili per una persona privata della libertà.

Non è accettabile che, in un carcere già segnato dal sovraffollamento e da condizioni strutturali difficili, si proceda a ridurre proprio il presidio che tutela salute, sicurezza e dignità delle persone detenute e di chi vi lavora. Rimini, insieme a Ravenna e Castelfranco Emilia, risulta tra i pochi istituti dell’Emilia-Romagna – aggiunge Brunori – privi di assistenza infermieristica H24; ma la realtà riminese, per numero di presenze e complessità delle problematiche, non può essere assimilata a istituti con condizioni molto diverse.

Con l’ordine del giorno si chiederà che il Comune e la provincia si facciano parte attiva verso tutti gli enti competenti per scongiurare ulteriori riduzioni del servizio, ottenere il ripristino immediato della copertura medica e infermieristica almeno fino alle  22 e promuovere un percorso concreto verso l’assistenza sanitaria H24 nella Casa circondariale di Rimini.La tutela della salute in carcere non è una concessione, ma un diritto fondamentale. La dignità delle persone non può fermarsi davanti alle porte di un istituto penitenziario e la nostra città non può voltarsi dall’altra parte di fronte a una situazione tanto grave.
Ringrazio fin d’ora i colleghi Pari (Lega) e Nicola Marcello, che rispettivamente in Consiglio comunale e in Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna vorranno farsi portatori della medesima istanza. È una battaglia di civiltà che deve coinvolgere tutte le istituzioni, perché riguarda la dignità delle persone, la sicurezza degli operatori e la credibilità della nostra comunità”.