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Caro Veniero, che bella testa sotto quei capelli

Caro Veniero,
a te e ai tuoi scrivo con ritardo, ma se c’è colpa è stata per come vivo, con quali forze, un anno anche per me difficile.

Ho di te, Veniero, un ricordo speciale per l’intelligenza, cultura e cordialità lasciati a Rimini, al Parlamento, alla scrittura e al linguaggio, che hanno attraversato la tua vita politica e civile, intellettuale e professionale.

Hai fatto – del talento, dell’impegno, del carattere, e non di rado della tua allegria – la bella storia di un vero protagonista.

Non avrò molto tempo per rinnovare un ricordo ricco dei tuoi valori: la società, la politica e la magistratura, e in più la colleganza e lo stile, confermano i segni di una forte, esplicita, amabile personalità. Penso ai libri che ci siamo scambiati, che bellezza, sotto i tuoi capelli, quella testa.

Sergio Zavoli

nella foto: 23 gennaio 1983. Rimini, Sala Ressi. Da sin. Sergio Ceccarelli, Liliano Faenza, Sergio Zavoli, Veniero Accreman, Guido Nozzoli, in piedi Augusto Randi

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