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CASA DI CURA MONTANARI, UNA PERLA DELLA VALCONCA

Se c’è una struttura alla quale i cittadini di Morciano di Romagna e della Valconca tengono particolarmente, questa è la Casa di Cura Montanari.

Fondata il 1° agosto del 1913 dal giovane chirurgo bolognese Ernesto Montanari, l’ospedale divenne ben presto un punto di riferimento per l’intera Valconca, ed oggi è Ospedale di prossimità della vallata e delle vicine Marche.

I numeri sono importanti. Nel 2015 alla Casa di Cura sono stati ricoverati ben 4.778 pazienti, dei quali un terzo sono appartenenti all’ASL territoriale, mentre gli altri due terzi sono suddivisi in modo paritario tra provenienza dalla Regione Marche e dal resto d’Italia; 45 milasono state le prestazioni ambulatoriali commissionate dall’ASL, 60 mila le prestazioni ambulatoriali non commissionate e 70 mila le prestazioni di laboratorio.

Inoltre la casa di cura riveste grande importanza anche in chiave occupazionale, con ben 123 persone impiegate, oltre a 100 medici che effettuano prestazioni da libero-professionisti e tutto l’indotto riguardante gli operatori delle pulizie, della preparazione dei pasti, nonché di coloro che hanno piccole strutture ricettive che vengono occupate da pazienti che si recano a Morciano per alcune prestazioni e da loro parenti accompagnatori.

Oggi la Casa di cura ha a che fare con due problemi.

Il primo è relativo al numero di posti minimi accreditati previsto dal ‘decreto Balduzzi’, che per ora è stato risolto per via dell’accordo con la clinica ‘Sol et Salus’ di Torre Pedrera, ma l’appello delle istituzioni e del territorio è che esso possa essere definitivamente risolto per consentire alla Casa di cura di essere autonoma, anche per poter effettuare investimenti relativi ad ampliamenti della struttura che consentirebbero alla stessa un ulteriore sviluppo.

Il secondo problema è sorto a causa di una interpretazione restrittiva emersa in Conferenza Stato-Regioni circa la possibilità dei cittadini di potersi curare liberamente su tutti il territorio nazionale, limitando così la possibilità ai cittadini dei comuni delle vicine Marche di curarsi alla Casa di cura morcianese. Ciò, nonostante invece l’Europa abbia appena sancito la libertà di cura tra i vari Stati. Il sistema pubblico-privato della Regione Emilia-Romagna, grazie alla sua eccellenza, ha permesso di attrarre presso i propri ospedali un gran numero di cittadini italiani alla ricerca di qualità e servizi ed ora questa interpretazione restrittiva penalizzerebbe proprio queste realtà virtuose.

In queste settimane la comunità della Valconca è mobilitata per difendere questa importante eccellenza in campo medico. Nel maggio scorso centinaia di cittadini hanno affollato l’assemblea pubblica, che si è svolta nel padiglione fieristico di Morciano, alla presenza fra gli altri del Presidente della Regione Stefano Bonaccini e dei vertici sanitari regionali.

In questi giorni i Consigli comunali dei comuni della vallata hanno in approvazione un ordine del giorno che impegna i Sindaci a farsi portavoce della preoccupazione dei cittadini e dell’esigenza di risolvere le problematiche che bloccano lo sviluppo della struttura sanitaria ed investimenti privati per oltre otto milioni di euro. Nell’occasione del Convegno dello scorso mese di maggio il Direttore generale dell’Ausl Romagna Marcello Tonini ha sottolineato il proficuo rapporto con la Casa di cura morcianese, preannunciando la firma delle convenzioni per l’anno 2016. Sempre in quella occasione l’Assessore regionale Sergio Venturi ha garantito che La Casa di Cura non corre rischi in quanto il riordino ospedaliero è stato portato avanti senza chiudere alcun presidio ed ha ricordando che ammonta a 500 milioni di euro di fatturato derivante da pazienti immigrati da altre regioni, segno della grande considerazione di cui gode la sanità della nostra regione.

Il Presidente della Regione Stefano Bonaccini, ha a sua volta parlato di bilancio e di risorse, di patto per il lavoro e di sviluppo, di fusioni di comuni ed anche ovviamente di sanità. A questo proposito, nel suo ruolo di Presidente della Conferenza Stato-Regioni ha ricordato come il Fondo Sanitario Nazionale sia stato per quest’anno incrementato da 109 a 111 miliardi di euro con un incremento, per la nostra regione, di 91,5 milioni di euro rispetto agli 8 miliardi del 2015.

Andranno affrontati in futuro i temi relativi ai costi standard e alle centrali uniche di acquisto per far fronte a risparmi ineludibili rispetto alla troppa differenza ancora esistente nelle diverse regioni italiane circa l’acquisto di prodotti e materiali sanitari. Sulla questione relativa alla casa di cura ‘Montanari’ il Presidente Bonaccini ha ribadito la forte volontà di trovare accordi e risolvere problemi tecnici in modo tale da garantire alla clinica una prospettiva duratura.

Riziero Santi

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