Cassazione, schiaffo ai chioschisti di Rimini: ricorso bocciato
18 Maggio 2026 / Roberto Biagini
Ci hanno provato in tutti i modi, sfoderando una creatività giuridica che farebbe invidia ai migliori autori di fantascienza. Hanno impugnato, contro-impugnato, arrampicandosi sugli specchi bagnati del mare di Rimini e sostenendo che le storiche sentenze “Gemelle” (la n. 17 visto che la n. 18 era già stata annullata dalla stessa Cassazione) dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato del 9 Novembre 2021 non li riguardassero, o che i loro chioschi godessero di una sorta di “diritto divino” o di una durata indefinita concessa da compiacenti interpretazioni della politica “del littorio romano”. Ma la Suprema Corte di Cassazione a Sezioni Unite, con l’ordinanza n. 14568 -decisa il 12 Maggio u.s. e pubblicata ieri 17 Maggio- ha firmato il verbale di definitivo decesso delle velleità giuridiche dei “chioschisti riminesi”.
Il maxi-ricorso collettivo guidato dai gestori dei simboli storici dell’arenile riminese ad iniziare da Gabriele Boldrini del Chiosco Bar “Victory” e da altri chioschisti convinti di poter cancellare con un colpo di spugna le normative europee – è stato dichiarato inammissibile. Non solo respinto, ma rispedito al mittente con tanto di condanna a pagare 12.000 euro di spese di giudizio in favore dello Stato. Una punizione esemplare per chi ha voluto trasformare un bene pubblico in un feudo privato ed ereditario.
La favola del diritto eterno: smontate le tesi dei balneari
Le Sezioni Unite hanno demolito l’intera fantasiosa impalcatura difensiva dei ricorrenti. I balneari sostenevano che la Direttiva Bolkestein non si applicasse a loro, che i vecchi contratti antecedenti al 2009 fossero intoccabili e che gli atti dirigenziali del Comune di Rimini, estendendo formalmente i titoli fino al 2033, avessero blindato i loro stabilimenti.
La Cassazione ha messo i punti sulle “i”: gli atti comunali di proroga automatica basati su leggi nazionali illegittime sono da considerarsi tamquam non esset — ovvero come mai esistiti. Il giudice ha l’obbligo assoluto di disapplicare qualsiasi norma interna contrastante con l’ordinamento europeo. Non ci sono scappatoie, non ci sono “milleproroghe” che tengano: dal 1° gennaio 2024 le concessioni demaniali marittime prive di gara pubblica sono scadute e prive di qualsiasi validità giuridica. Oggi chi occupa i Chioschi-Bar (e le spiagge) di Rimini senza una gara europea non è un concessionario protetto dallo Stato, ma un soggetto che occupa abusivamente un pezzo di patrimonio di tutti i cittadini.
Come Mare Libero APS, alla luce della chiarissima ordinanza n. 14568/2026 delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione che mette una pietra tombale sulle tesi difensive dei concessionari-chioschisti riminesi (scaduti) , chiediamo formalmente alle Autorità che hanno il compito di accertare illeciti amministrativi, penali, tributari ( Comune di Rimini, Guardia di Finanza, Guardia Costiera, Agenzie del Demanio, Polizia di Stato) ciascuna per le proprie competenze di vigilanza, ordine pubblico, accertamento tributario e gestione patrimoniale dello Stato, ad attivare immediatamente controlli a tappeto lungo tutto il litorale del Comune di Rimini.
Considerato che i titoli di proroga automatica al 2033 sono stati dichiarati radicalmente illegittimi e inesistenti dal punto di vista del diritto eurounitario e nazionale, si richiede di procedere senza indugio:
- Al controllo dei titoli di possesso dei chioschi, bar e stabilimenti balneari attivi sull’arenile riminese;
- Alla contestazione del reato di abusiva occupazione di spazio demaniale ai sensi dell’art. 1161 del Codice della Navigazione per tutti i soggetti privi di una concessione valida assegnata tramite procedura di gara pubblica;
- Al conseguente sgombero e sequestro delle aree demaniali occupate senza titolo legittimo, ripristinando lo stato dei luoghi e restituendo le spiagge alla libera e pubblica fruizione.
La ricreazione è finita. Non è più il tempo di attendere tavoli tecnici ministeriali o decreti governativi di facciata: la Cassazione a SEZIONI UNITE ha parlato chiaro e le sentenze si eseguono. La legalità non va in vacanza, nemmeno a Rimini.
Roberto Biagini -Direttivo Nazionale Mare Libero APS-