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Cattolica Futura: “Ciclodromo opera fatta ma fatta male”

Cattolica Futura commenta la realizzazione del ciclodromo rielaborando l’hashtag lanciato dal sindaco Gennari (#operefatte) in #ciclodromoFattoMale.

“L’hashtag #operefatte — abusato dal Sindaco per la sua comunicazione — non qualifica “come” siano state “fatte” (bene/male[?]) né l’utilità per la collettività. Tra le #operefatte è citata anche la pista asfaltata per le biciclette (prima “velodromo” poi derubricata a ciclodromo) inaugurata lo scorso 30 luglio ma da sempre (appena finita la kermesse) chiusa”, dichiara Cattolica Futura.

“La pista — una striscia d’asfalto a forma quasi circolare — è l’emblema della frenesia elettorale dell’Amministrazione Gennari e della sua tendenza a privare la cittadinanza di spazi pubblici e aperti. Ma andiamo con ordine. Perché è stata costruita una nuova pista per le biciclette? Semplice: quella esistente sorge nell’area individuata dall’Amministrazione per la nuova scuola Repubblica ma scegliendo di spostare la scuola Repubblica al Macanno ha generato una serie di problemi che si sarebbero potuti evitare decidendo di ricostruire l’edificio in loco—in primis, proprio lo spostamento della pista che invece sarebbe potuta semplicemente riqualificare”.

“La pista attuale sorge in un’area pubblica, accessibile a chiunque e a qualsiasi ora; quella “nuova” è in un’area (la “montagnola” di fianco il Parco della Pace) che l’Amministrazione ha recintato e chiuso con cancelli. La motivazione? Prevenire atti di vandalismo (su una pista asfaltata? Quella iniziale ne ha subiti?). La Giunta ha assicurato che il futuro gestore della pista — da individuare tramite un bando che ancora non si è visto — dovrà garantire fasce orarie a libero accesso: ma per ora la pista rimane chiusa al pubblico. Opera Fatta? Uno spazio sottratto alla cittadinanza per campagna elettorale e frettolosità. Questo spazio si sarebbe potuto valorizzare diversamente, ad esempio con uno skate park o come estensione del parco”.

Cattolica Futura continua entrando nel dettaglio: “€300.000. Questo è il costo di realizzazione che impone dei dubbi, ma c’è altro: la bizzarra scelta di installare i cancelli di ingresso/uscita non in corrispondenza delle bretelle che collegano la pista con l’esterno (sulle quali è stata installata la recinzione!) bensì in aree inadeguate con barriere architettoniche e senza pavimentazione. Errore nei lavori? Mancata comunicazione tra chi ha asfaltato e chi ha installato la rete? Opera d’arte dadaista?
Si è assistito all’abbattimento di numerose piante — giustificato dal Comune in quanto piante nate e cresciute spontaneamente (quindi senza diritto a esserci?), che sarebbe potuto essere ancora più esteso se la Giunta non avesse approvato una variante in fretta e furia per evitare il taglio di pioppi e ulivi in seguito alle rimostranze della cittadinanza. La collinetta al centro dell’area, ricavata da materiale di scavo — chi se ne deve occupare? Il futuro gestore?”

“Alla fine – conclude -, per ora, ciò che rimane di questa #operafatta sono gli hashtag e i lustrini dell’inaugurazione, ben immortalati sui social network. L’ennesima dimostrazione di una Amministrazione interessata più all’apparenza che alla sostanza, che cerca in tutti modi di sfruttare la proroga elettorale senza alcuna pianificazione per il futuro ma solo per arrivare al voto.

Ed è qui che emergono le differenze tra l’attuale Amministrazione e la coalizione di centrosinistra di cui facciamo parte: noi riteniamo che ciascuna opera pubblica debba essere realizzata partendo dall’ascolto della cittadinanza e delle sue esigenze, promuovendo spazi ad accesso libero e gratuito per stimolare il movimento e le attività sportive”.

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