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Cattolica Futura: “Per il PUG servono trasparenza, progettualità e conoscenza del territorio”

Il Piano Urbanistico Generale (PUG) è lo strumento di pianificazione e governo del territorio comunale – scrive in un comunicato Cattolica Futura – che individua le linee strategiche di trasformazione della città sul lungo periodo, in un arco di almeno 10 anni. Rappresenta, di fatto, la visione che l’Amministrazione deve perseguire per lo sviluppo del territorio. 

Il PUG dovrà essere proposto entro il 1 gennaio 2022 e approvato entro il 1 gennaio 2024: i tempi sono quindi maturi per cominciare l’analisi del territorio, dei suoi caratteri e dei processi evolutivi ai fini della redazione dei vari documenti, tra cui la strategia per la Qualità Urbana ed Ecologico-Ambientale (la Regione, infatti, richiede una particolare attenzione sul tema del cambiamento climatico). 

A tal fine, lo scorso novembre, il Comune di Cattolica ha affidato alla società di consulenza Nomisma un incarico per 72.000 euro per lo studio e la redazione del PUG (nonché del piano dell’arenile, da anni richiesto da cittadini e cittadine e dalle associazioni di categoria). È partito così, da qualche mese, un percorso partecipato che, per ora, si è limitato a consultare i gruppi di interessi del territorio (associazioni di categoria, del terzo settore, culturali) e i rappresentanti delle istituzioni (come i consiglieri). 

Cattolica Futura – prosegue il comunicato – ritiene che i risultati del percorso partecipato del PUG, in quanto afferenti alla vita di cittadine e cittadini nonché di tutti coloro operano nell’ambito del territorio comunale, debbano essere resi pubblici quanto prima possibile, nell’ottica della trasparenza e di una proficua e costante collaborazione tra ente, cittadinanza ed associazioni. A tal fine, Cattolica Futura chiede che il Comune, in accordo con l’azienda, pubblichi sul proprio sito Web, al termine di ogni ciclo di interviste, una reportistica dettagliata sui risultati ottenuti, così da erudire la cittadinanza e permettere a chiunque di essere informato sul percorso medesimo. 

Relativamente al percorso stesso, Cattolica Futura  – continua la nota – propose già lo scorso maggio un questionario rivolto alla cittadinanza, sul modello di quello condotto in città come Reggio Emilia e Cesena nonché Rimini, Santarcangelo e San Giovanni in Marignano, per rilevare le esigenze e le impressioni di cittadine e cittadini nel mondo pandemico. Qualsiasi analisi socio-economica del territorio deve partire, infatti, dall’ascolto, allargato ed egualitario, di chi nel territorio risiede o lavora, arrivando solo in seconda battuta a focus group rivolti a gruppi specifici. Il modello da seguire sarebbe potuto essere quello adottato a Cesena e Montiano: un questionario aperto, le cui risposte sono state prima illustrate alla cittadinanza e in seguito utilizzate nell’ambito del PUG (il contrario di ciò che pare avverrà a Cattolica). 

Cattolica Futura, inoltre, si chiede se fosse realmente necessario affidare totalmente lo studio e la redazione del PUG ad un soggetto esterno. In primis, il PUG riguarda il futuro della città e chi la vive (risiedendoci, lavorandoci o anche solo frequentandola nel tempo libero) e, per questo motivo, è importante che a lavorarci in prima persona — anche nel mero ambito organizzativo — sia chi meglio la conosce. Durante l’illustrazione della consulenza in live-streaming lo scorso 22 gennaio, l’azienda ha affermato che Cattolica è facilmente raggiungibile con il Metromare (che in realtà ancora deve arrivare e il progetto deve ancora essere approvato) e ha inserito tra i collegamenti sinergici senza automobile l’aeroporto — quando chiunque conosca la realtà locale sa che il tragitto aeroporto-Cattolica senza automobile non è affatto immediato. 

Invece di un affidamento di questo tipo – conclude la nota di Cattolica Futura – sarebbe stato preferibile richiedere consulenze esterne per competenze specifiche, come per esempio per l’aspetto sociologico nel dibattito nei vari focus group. Cattolica Futura ritiene che per la stessa cifra si sarebbe potuto redigere il Piano di Eliminazione delle barriere architettoniche che, a ormai quasi due anni dall’impegno in Consiglio Comunale, risulta inattuato (secondo l’Assessore all’Urbanistica, proprio per via del suo costo)”. 

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