Home___primopianoCattolica, tributo alla memoria di Marcello Di Bella: intitolata la sala conferenze del Polivalente

Fu il primo direttore del Centro. Scomparso nel 2022 oggi è ricordato come un autentico anticipatore del futuro


Cattolica, tributo alla memoria di Marcello Di Bella: intitolata la sala conferenze del Polivalente


30 Maggio 2026 / Redazione

Da ieri, venerdì 29 maggio, il cuore pulsante del dibattito cittadino e culturale della Regina dell’Adriatico ha un nome che ne custodisce e ne rilancia la storia: “Sala Conferenze Marcello Di Bella”. All’ingresso della struttura, la targa scoperta ufficialmente non rappresenta soltanto un tributo alla memoria, ma si fa sigillo di un impegno collettivo. Quello di un’intera comunità e della sua Amministrazione, pronte a raccogliere e traghettare nel futuro l’eredità del primo, indimenticato direttore del Centro Culturale Polivalente, scomparso nel 2022.

Davanti a una platea gremita in ogni ordine di posto, che ha visto accorrere rappresentanti delle istituzioni dalle vicine Pesaro e Rimini, la cerimonia di intitolazione si è trasformata in un grande laboratorio di affetti e riflessioni intellettuali. A fare gli onori di casa sono stati la sindaca Franca Foronchi, il vice Sindaco e assessore alla Cultura Federico Vaccarini, il dirigente Riccardo Benzi e la direttrice del Centro Cristina Bambini, affiancati dalla famiglia di Di Bella: la moglie Angela Angelini e i figli Niccolò e Cesare.

“Con questo gesto non abbiamo voluto compiere una semplice formalità di riconoscenza – ha spiegato una commossa sindaca Foronchi – ma sancire la promessa di continuare a fare della cultura una materia viva, un ascensore sociale per la crescita della nostra comunità. Di Bella ha saputo anticipare il futuro”. Una visione pionieristica confermata anche da Federico Vaccarini, che ha ricordato come Cattolica, storicamente legata all’immaginario turistico, sia in realtà una fucina culturale d’avanguardia. È qui, infatti, che nacque il primo teatro ex novo del dopoguerra, ed è qui che Di Bella, insieme a Umberto Eco, firmò la storica rassegna “Che cosa fanno oggi i filosofi?”.

Il ritratto dell’uomo e dello studioso è emerso nitido attraverso le parole dei relatori e i preziosi video contributi di illustri amici. Se Annamaria Bernucci ha ricordato come sotto la sua egida sia nata la prima mediateca d’Italia, il filosofo Luciano Canfora ne ha tratteggiato lo slancio giovanile e l’ironia pungente, capace di rivoluzionare gli spazi inserendo la sezione infanzia. Toccanti anche le parole del magistrato Piergiorgio Morosini, che ha definito l’opera di Di Bella “un antidoto alla violenza” grazie alla creazione di spazi di aggregazione per i giovani.

Il filosofo Paolo Ercolani ha espresso la gratitudine di chi ricevette da lui la prima, fondamentale fiducia sul palcoscenico della cultura, mentre il critico Enrico Capodaglio lo ha dipinto come un grande “direttore d’orchestra”. Un uomo garbato ma inflessibile sull’etica pubblica, di profonda disciplina e visione mazziniana, convinto che la diffusione del sapere fosse il primo, fondamentale dovere civico.

A stemperare l’emozione, il ringraziamento ironico del figlio Niccolò a Enzo Cecchini, definito il “capo ultras” che più di tutti si è speso per questo riconoscimento: “Quello di nostro padre è un lascito importante, ma è il tipo di eredità su cui i figli non potranno mai litigare. Sarà una continua occasione di crescita personale e collettiva”. Un augurio raccolto dalla direttrice Bambini, pronta a trasformare le riflessioni della cerimonia nei nuovi binari su cui far correre il futuro del centro.