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César Vallejo: «Va correndo, errando, fuggendo»

Va correndo, errando, fuggendo
i suoi piedi …
Va con due nubi nella sua nube,
immobile apocrifo, serrando nella mano
i suoi tristi per, i suoi funerei allora.
Corre lontano da tutto, errando
fra proteste incolori; fugge
salendo, fugge
scendendo, fugge
a passo di sottana, fugge
sollevando il male sulle braccia,
fugge
diritto a piangere solo.
Ovunque vada,
lontano dai suoi rumorosi, caustici talloni,
lontano dall’aria, lontano dal suo viaggio,
per fuggire, fuggire, e fuggire e fuggire
i suoi piedi – uomo su due piedi, fermo
di tanto fuggire – avrà sete di correre.
E nemmeno l’albero, se indossa ferro di oro!
E nemmeno il ferro, se copre il suo fogliame!
Nulla, se non i suoi piedi,
nulla se non il suo breve brivido,
i suoi viventi per, i suoi viventi allora …

César Vallejo (Santiago de Chuco [Perù], 1892 – Parigi, 1938)

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