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CGIL CISL e UIL: “Tari a Cattolica. Regolamento peggiorativo per i cittadini più poveri”

Un comunicato di CGIL CISL e UIL sul nuovo regolamento TARI di Cattolica: 

Cresce il costo della vita, cresce il disagio sociale a causa del progressivo impoverimento dei cittadini appartenenti non solo alle fasce già deboli della popolazione ma anche al ceto medio, eppure c’è chi interviene a peggiorare la situazione. 

Siamo un Paese con un livello di tassazione molto alto, almeno per chi le tasse le paga, tasse nazionali, regionali, locali. 

Con la contrattazione sociale il Sindacato, da decenni ormai, si pone l’obiettivo di intervenire proprio a difesa dei più deboli cercando di contrattare con le Amministrazioni Comunali alcune agevolazioni che abbassino il peso dei vari tributi, dall’Irpef, alla Tari, alle tariffe sui servizi a domanda individuale. Questa pratica della contrattazione sociale, che non è mai stata facile, specialmente negli ultimi anni viene addirittura ostacolata o ignorata dalla gran parte dei Comuni della nostra provincia. Perché avere il sindacato “tra i piedi” che chiede, rivendica, protesta può essere presa da chi governa come una “scocciatura” quando non venga addirittura considerata una ingerenza. 

Ultimo caso in ordine di arrivo, il nuovo regolamento sulla raccolta rifiuti del Comune di Cattolica.

Senza chiedere incontri alle parti sociali e, nella fattispecie, alle Organizzazioni sindacali, il Comune ha stracciato unilateralmente un precedente accordo che era stato messo in pratica fino allo scorso anno, cambiando anche le norme che riguardano le agevolazioni speciali.

Una delle nuove regole, che riteniamo totalmente inaccettabile, riguarda i criteri per l’esenzione totale per le abitazioni occupate da persone ultrasessantacinquenni se uomini e ultrasessantenni se donne. Infatti, la soglia dell’esenzione è stata abbassata a 9.360 euro di Isee. Il che significa che il reddito familiare complessivo non deve superare questa cifra, mentre in precedenza il limite era stato fissato in 10.000 euro per il singolo e 13.000 euro per il nucleo familiare. 

Queste sono decisioni che penalizzano una parte della popolazione già penalizzata e che, come Organizzazioni sindacali, intendiamo denunciare pubblicamente non rinunciando a rivendicare quella contrattazione sociale su cui ci sentiamo permanentemente impegnati, mirata a difendere e a tutelare le cittadine e i cittadini che rappresentiamo”. 

Isabella Pavolucci Segr. CGIL Rimini, Gino Taraborelli Responsabile CISL Romagna USD Riccione, Giuseppina Morolli Segr. generale UIL Rimini

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