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Cgil: nel turismo esplodono i voucher e cala l’occupazione

Nel turismo i voucher crescono a dismisura, ma gli occupati diminuiscono. È quanto denuncia la Cgil confrontando i dati, seppur parziali, del 2015 e del 2016. Nel primo semestre di quest’anno le assunzioni di lavoratori stagionali nel turismo segnano infatti un pesante – 7,2% per quanto riguarda il settore alberghiero e – 5,4% nel commercio.

Invece, se in tutto il 2015 erano stati acquistati quasi 1 milione 6oo mila voucher (da 10 euro ciascuno), al 31 ottobre 2016 siamo già 1 milione 850 mila; nel dettaglio, 521 mila nell’alberghiero, quasi 130 mila nei servizi, oltre 300 mila nel commercio, il resto “non classificati”.

“Questi numeri dimostrano – commenta Graziano Urbinati, segretario provinciale Cgilche i voucher non fanno crescere l’occupazione e non fanno emergere il lavoro nero. In cambio, peggiorano sia i livelli di retribuzione che quelli di tutela. Infatti, con questo sistema è anche più difficile accedere agli ammortizzatori sociali ed essi stessi offrono meno coperture. Il che fra l’altro va incidere negativamente anche sul gettito previdenziale complessivo. E anche qui ci sono cifre che lo dimostrano”.

Fino al 22 novembre 2015, fra Naspi, Aspi e mini Aspi – gli ammortizzatori che per i contratti a terminesono una sorta di cassa integrazione – erano state presentate 31.779 domande; nel 2016, con i Naspi che hanno inglobato gli altri due strumenti, alla stessa data si è arrivati a sole 25.521 domande: oltre 6 mila richieste in meno.

Aggiunge Isabella Pavolucci, Segretaria generale FILCAMS CGIL Rimini: “Sono diminuite anche le vertenze sindacali. Ma, purtroppo, non perché sia calata la conflittualità. quello che sta venendo a mancare è proprio il lavoro. O meglio, il lavoro vero”.

Ed è questo il punto dolente su cui insiste il sindacato: “I voucher vanno cancellati – taglia corto Urbinati – e uno dei tre quesiti per il referendum che abbiamo proposto riguarda proprio questo punto. Solo nella provincia di Rimini abbiamo raccolto 13 mila firme. Bisogna ripartire da zero, perché i voucher erano stati pensati per i lavori accessori, come il servizio di una baby sitter. E invece di fatto sono andati a sostituire le forme di lavoro stagionale, ma subordinato, che hanno fatto la storia e la fortuna di questa riviera. Oggi abbiamo turismo povero e lavoro povero. Un tempo uno stagionale con quattro mesi di lavoro e i contributi per disoccupazione durante l’inverno, poteva in qualche modo tirare avanti. Oggi non è più possibile, visto che mediamente i  contratti a termine durano al massimo due mesi e il resto è in voucher. E poi resta il nero, come hanno testimoniato tanti lavoratori che abbiamo incontrato nei nostri punti mobili”.

“Qualcuno ha utilizzato i voucher  – spiega Pavolucci perfino per tentare di mascherare del lavoro a cottimo. È stato il caso di un’impresa di pulizie che lavorare per alberghi, dove alle lavoratrici veniva richiesto di pulire almeno 4 camere ogni ora, alla tariffa di 7 euro l’ora: in pratica, 2 euro a camera”.

“Quando si discute di turismo – sottolinea Urbinati manca sempre un pezzo di discorso. Ed è quello sulla qualità del lavoro. Ma se questa manca, non sta in piedi nemmeno il resto”.

Un resto sul quale il sindacato vorrebbe comunque dire qualcosa. Prosegue Urbinati: “Crediamo che innanzi tutto occorra lavorare sul prodotto. Quando abbiamo indicato fra gli interventi urgenti per la stra riviera quello della riqualificazione antisismica, qualcuno ci ha accusato di allarmismo. Invece riteniamo sia un tema di puro buon senso, oltre che non più rinviabile. Spetterebbe poi alla politica individuare quali incentivi e quali strumenti adottare per affrontarlo. Poi abbiamo progetti come il Parco del Mare, ma ancora regna molta incertezza sul regime delle concessioni demaniali. Infine, importantissime, le infrastrutture: l’aeroporto, i collegamenti ad alta velocità innanzi tutto con Bologna, il metrò di costa che non è solo Trc, ma andrebbe implementato utilizzando le linee ferroviarie esistenti. Siamo pronti a discutere di tutto questo, anche ai nuovi tavoli che speriamo si possano aprire con il futuro Piano Strategico Nazionale del Turismo. Ma non possiamo eludere la premessa principale: se il lavoro diventa solo occasionale si va a minare il sistema alla base. Il che non solo non è giusto, ma non è nemmeno economicamente sostenibile dal territorio nel suo complesso”.

Stefano Cicchetti

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