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Chiara Bellini: “Necessario riconoscere il valore sociale della cultura”

Chiara Bellini, in tandem come vicesindaca con il candidato sindaco Jamil Sadegholvaad per il centrosinistra alle elezioni amministrative di Rimini, è intervenuta all’Agorà culturale promossa dalla Rete PACS_Professionisti Arte Cultura Spettacolo di questa mattina nell’arena Francesca da Rimini adiacente a Castel Sismondo. I candidati sindaci di Rimini sono stati invitati dalla Rete PACS_Professionisti Arte Cultura Spettacolo a partecipare alla terza Agorà pubblica sulla Cultura, per intavolare insieme un confronto sulle urgenze lavorative di questi settori, fortemente colpiti dalla pandemia, e sul futuro culturale di Rimini e del territorio. A moderare l’incontro è stato il giornalista Alessandro Carli (San Marino Fixing) che ha chiesto di intervenire su tre temi specifici: Rimini, città di turismo e di cultura; nuova visione degli spazi culturali; bandi pubblici, incarichi e direzioni artistiche. 

Prima di tutto penso sia necessario riconoscere il valore sociale della cultura, e imparare a considerala come qualcosa di indipendente dal turismo – ha spiegato Chiara Bellini, intervenuta in rappresentanza del tandem con Jamil Sadegholvaad – sebbene possa essere anche collegata ad esso. La cultura è strettamente connessa al benessere dei cittadini e prima di tutto l’offerta di una città deve rivolgersi ad essi, oltre che ai turisti. Rimini ha compiuto negli ultimi anni grandi passi avanti e ora abbiamo numerosi spazi che vanno utilizzati al meglio attraverso progetti che li rendano vivi. Dobbiamo essere in grado per il futuro di intercettare risorse come il PNRR e altri fondi ai fini di sostenere anche nuove produzioni artistiche originali a partire dal teatro, per esempio. Abbiamo realtà che necessitano di essere ancor più valorizzate, penso all’Istituto musicale Lettimi che quest’anno diventerà conservatorio e attorno al quale stiamo pensando a un distretto per la musica. Ci sono poi una serie di spazi inutilizzati di proprietà del Comune che potrebbero essere utilizzati come centri dedicati a varie discipline. È necessario creare una sorta di costellazione di spazi per la cultura a Rimini, come avviene in molte città europee, utilizzando fondi destinati alla cultura: tra questi il cinema Astoria, il teatro Novelli e molti altri quali hotel inutilizzati o le numerose case stellate sparse sul territorio. Questi spazi possono tornare a vivere. I metodi ci sono: penso a uno sportello o un dipartimento dell’assessorato alla cultura che si occupi di intercettare bandi e finanziamenti per segnalarli agli operatori culturali, attivando progetti coadiuvandoli nella preparazione, integrando così il sostegno con ulteriori risorse oltre a quelle del bilancio comunale. Occuparsi di politiche culturali, per un’amministrazione, significa creare le condizioni affinché le persone possano produrre e usufruire della cultura”.

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