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Chiediamo la quarantena per i colpiti da cretinavirus

Come se non bastassero le sofferenze e i drammi che provoca a quanti ne sono contagiati, il coronavirus colpisce anche chi non lo è, con un fastidioso effetto collaterale dalle conseguenze sia pure molto meno drammatiche, che però inquina non poco la nostra claustrofobica esistenza in queste giornate surreali.

L’Autorità Sanitaria non gli ha ancora dato un nome scientifico, ma stando a talune anticipazioni potrebbe chiamarsi “cretinavirus”, con la variabile di “coglionavirus” nelle forme più gravi.

Mentre a nessuno è dato prevedere se, quando e da chi possa arrivargli addosso il “coronavirus”, tutti invece sappiamo che a trasmetterci questo suo surrogato sono la Tv e i giornali, in prevalenza attraverso le loro cronache e un po’ per produzione propria; e più ancora i cosiddetti “social”, che ospitano e rilanciano volentieri anche esibizioni di ignoranza, frustrazione e codardia.

Il caso più clamoroso di individuo colpito da “coglionavirus” è senz’altro quello di Boris Jonson, il premier inglese con una rivelatrice faccia da idiota, il quale ha dichiarato che i Britannici «devono essere pronti a perdere i propri cari», aderendo così alle teorie del suo consigliere scientifico, tale Patrick Vallance. Uno che pur essendo inglese, è con ogni evidenza cresciuto alla scuola di Mengele, visto il suo auspicio che «il 60% della popolazione del Regno Unito venga infettato dal “coronavirus”, per far sì che la società possa guadagnare una “immunità di gregge”».
In base al tasso di mortalità da coronavirus indicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, ciò significa che i sessantasei milioni di sudditi di Sua Maestà Regina Elisabetta dovrebbero prepararsi a veder morire più di un milione e trecentomila mila “propri cari”.

Di fronte a una tale minaccia, ogni Inglese perbene è autorizzato a prendere a calci nel sedere lui ed un altro medico cialtrone: Christian Jessen, protagonista della ridicola serie televisiva “Malattie imbarazzanti”. Costui, oltre a lodare il criminoso orientamento del premier, ha anche aggiunto che «il “coronavirus” è solo un brutto raffreddore…le persone sono molto più preoccupate di quanto dovrebbero…gli Italiani usano l’epidemia  come scusa per fare una lunga siesta».

Da incorniciare la risposta di Burioni: «Ci sono cose peggiori che prendere il “coronavirus”, tipo nascere con un cervello simile a quello di questo idiota. E in questo caso “idiota” non è un insulto, ma una diagnosi gratuita».

Non meno scriteriato di Jonson s’è rivelato, almeno fino a ieri, il trucido pallone gonfiato della Casa Bianca, che se n’è partito tromboneggiando contro l’OMS, per quel 3,4% da lei indicato quale tasso di mortalità: «È veramente un numero falso. Ho parlato con molta gente e ritengo che molti che contrarranno il virus si riprenderanno rapidamente, senza neanche andare dal medico».
Salvo poi, nelle ultime ore “farsela sotto”, dovendo ammettere che «la situazione causata dal “coronavirus” in Usa non è sotto controllo».

Dal momento che “non c’è il due senza il tre”, nel giro dei “coglionavirus” ha trovato posto pure Sgarbi. Dopo le sue ignobili scurrilità di queste settimane è sperabile che Bianca Berlinguer & C. smettano di coccolarlo in Rai, in modo che come palcoscenico televisivo gli resti solo quello della mondezza, a sua immagine e somiglianza, di Rete 4. E che invece a Rimini, d’ora in avanti, venga invitato solo per ricevere una salva di pernacchioni.

Tante le sue perle di sguaiatezza: «Questo è il virus del buco del c***”. Non possiamo cambiare la nostra vita per qualcuno a cui è venuto il raffreddore. Non c’è un ca***, dovete andare a fare in c***, chi ca*** è Conte?». E ancora: «Il decreto è criminogeno, ingenera paura tra i cittadini e determina un pericoloso allarmismo in tutta la popolazione… Giuseppe Conte potrebbe essere denunciato…presenterò una denuncia penale per procurato allarme…». Quando poi ha cominciato a capire di essersi coperto di ridicolo, ha provato a buttarla sul patetico, travestendosi da credente: «Il governo ha ucciso Dio… Interrompere il rapporto con Dio è un atto intollerabile».

Interminabile è invece l’elenco dei casi di “cretinavirus”, per cui non rimane che l’imbarazzo della scelta. Si va dalle forme più lievi, come quella di Oca Giuliva Belen, la quale ha raccomandato ai nove milioni di persone che la seguono sui social (siamo proprio messi bene!!!) «la somministrazione di vitamina C sui pazienti affetti da “coronavirus”, che è fondamentale e sta favorendo la guarigione».

O come l’uscita manzoniana del redivivo Ignazio La Russa contro Padre Sorge, che secondo lui «sta molto al di sotto anche di don Abbondio» per aver osato ricordare che il virus non ce l’hanno portato i tanto vituperati immigrati dall’Africa, ma è partito dalla “nordica” Lombardia (quando si dice “la lingua batte dove il dente duole…”) .

C’è poi da registrare “l’inno alla sfiga” di Massimo Cacciari, che per stare dalla parte del sicuro ti indurrebbe ad un “toccamento scaramantico” anche se ti annunciasse che hai vinto la lotteria di Capodanno: «Il “coronavirus” è la pietra tombale dell’integrazione europea».

Lo segue a ruota un altro allegrone, con l’aria e il pensiero da fattucchiere: il supergrillino pentito Paolo Becchi, per il quale questa pandemia nasconde trame oscure e intenti autoritari: «Con il “coronavirus” si è rinunciato allo Stato libero e liberale… si alimenta il panico… le nostre aziende devono essere distrutte… l’alta finanza vuole spolpare quel poco che resta del Belpaese». Ne ha pure per il Papa: «Di fronte alla tragicità della morte di queste settimane da cattolico mi sarei aspettato dal Santo Padre qualche parola illuminante sul significato della vita e della morte, e invece ci invita a pagare le tasse».

Quest’ultima sua lamentela si rifà all’esplicito consenso espresso da Bergoglio verso un’affermazione di Fabio Fazio, secondo cui «chi non paga le tasse non commette solo un reato ma un delitto: se mancano posti letto e respiratori è anche colpa sua». Apriti cielo: gli sono saltati addosso sia il panzer Maria Giovanna Maglie («Dare la colpa a chi non paga le tasse è da infame») che il “cecchino di Ratzinger” Antonio Socci («Ha deciso lui di chiudere le chiese… chiede di accarezzare i nonni… non è ora di andare in pensione?»).

Infine due note comiche. Spero che uno dei miei più cari amici, il monarchico Gianni Ruzzier – chi non lo conosce? – non me ne voglia se dico di essermi scompisciato dal ridere nell’apprendere che Sua Altezza Reale Emanuele Filiberto di Savoia, causa il “coronavirus”, s’è visto costretto a rinviare la cerimonia di investitura a erede al trono della sua figliola, la sedicenne Principessa Vittoria. E alla domanda se sia realistico immaginare che Vittoria di Savoia abbia un giorno la corona di Regina d’Italia, ha risposto serioso: «Mai dire mai».

Invece una corona l’aveva sicuramente in tasca Salvini, quando domenica s’è esibito in quella passeggiata nel centro di Roma, mano nella mano con la più recente delle sue morose. Sì, perché lui ha bisogno di tenere la corona sempre a portata di mano, per poterla baciare più volte al giorno, quasi quanto la fidanzata (però senza lingua). Per quella passeggiata…a rischio ha dovuto rispondere a molte critiche. Se fosse successo prima del “coronavirus”, con le chiese accessibili, nessuno avrebbe avuto bisogno di chiedergli dove fosse diretto: devoto com’è, tutti avrebbero capito che stava andando a Messa con la morosa di turno.

Invece l’hanno costretto a rivelare l’itinerario di quella camminata amorosa ed a giustificarsi. Cosa che lui, per la verità, ha fatto puntualmente ed in modo esaustivo: «Sono andato a fare la spesa con la mia fidanzata. Possono andarci solo quelli di sinistra? Confesso di aver comprato pane, pasta, latte e formaggio».
Ma come, tanto casino mediatico solo per qualche rublo di spesa alimentare?

Nando Piccari

Post Scriptum
Un discorso a parte meritano quanti continuano, in questi giorni, a disattendere ciò che è obbligatorio “fare e non fare” nel tentativo di arginare questa terribile pandemia.
Più di tutti meritano disprezzo quei veri e propri criminali che hanno costituito un banditesco gruppo whatsapp per segnalare i posti di blocco finalizzati a impedire e reprimere la violazione delle norme anti-coronavirus.
Oltre che “portatori insani” di cialtroneria, costoro sono i principali alleati del “coronavirus”. Anzi, dei veri e propri sicari al suo servizio.

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