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Ci sono vigili e genitori, ci sono dottori e assessori

Alcune considerazioni sorte sfogliando qua e là i giornali di questi giorni.

«Solo per fortuna mio figlio è riuscito a evitare il calcio immotivato di un vigile». «Mio figlio mi ha detto che si trovava a passare di lì perché invitato da amici e che non aveva la più pallida idea di chi fosse quell’uomo». «Mio figlio è tornato a casa tremante e piangendo».

Quando sul primo dei due quotidiani locali ho iniziato a leggere l’indignato turbamento che quella madre aveva affidato al pollaio dei social, lì per lì mi son detto: “Povero ragazzo! E che incosciente il vigile! Colpendogli con un calcio la moto e magari anche lo stinco, ha rischiato di provocare un dramma. Andrà punito come merita!”.
Continuando nella lettura dell’articolo e guardando le immagini allegate, si evidenziavano però tre cose.

La prima: gli “amici” che secondo la madre averebbero invitato in quel luogo l’inconsapevole suo figliuolo, altro non erano che un campionario degli idioti che in via Lama, come da altre parti della città, si cimentano in gare clandestine a loro immagine e somiglianza, per lo più a bordo di moto truccate, rischiando come già è successo di finire all’ospedale, o purtroppo talvolta al cimitero.

La seconda: per ovvie ragioni di servizio il vigile non era in divisa, ma anche un tontolone, vedendolo scendere da un’auto munita di lampeggiante della polizia, avrebbe capito trattarsi di un tutore dell’ordine. E se davvero il ragazzo «si trovava a passare di lì» per caso, come afferma la madre, non si capisce cosa avesse da temere fermandosi all’alt dell’agente.

La terza: il Comandante della Polizia Locale ha anticipato l’intenzione di un provvedimento a carico del vigile. Lo si può capire, perché altrimenti sui social… apriti cielo.

Ma vedendo l’immagine di quella sua gamba alzata a parecchi metri dalla moto, come si fa ad accusarlo di procurato pericolo al ragazzo che scappava? Al massimo lo si potrà censurare per un portamento inelegante nell’espletare la sua funzione, magari aggravato da un “dove vai, brutto stronzo?” recitato mentalmente.

Un’altra notizia che ha dell’incredibile è quella della sessantina di dottori della nostra provincia che hanno tentato di mandare all’aria l’Ordine dei Medici in nome della “stregoneria no vax” di cui sono seguaci, o quanto meno simpatizzanti, ben esposta in un pallosissimo proclama diffuso in giro.

Organizzati in una sorta di aggressiva “falange”, si erano convinti di avere i numeri sufficienti a bocciare la proposta di Bilancio in discussione, provocando così, come già successo altrove, il commissariamento dell’Ordine e la defenestrazione del suo detestato Presidente.

Il quale però, capita l’antifona, ha lanciato l’allarme che ha portato all’Assemblea un numero insolitamente alto di partecipanti, ben contenti di far fare una figura barbina ai congiurati.

Con un paragone un po’ ardito, si potrebbe quasi dire che i medici contrari al vaccino anti-covid assomiglino un po’ a dei sacerdoti che giudichino inopportuno somministrare la Comunione ai fedeli. Volevano dare un titolo alla loro “setta antivaccino”, così l’hanno chiamata «Siamo medici».

Hanno fatto bene, altrimenti a leggere le stronzate di quel loro documento, si sarebbero potuti scambiare per seguaci del Mago Otelma.

Passando dalle brutte alle belle notizie, l’avere troncato ogni rapporto con Gloria Lisi non mi impedisce di essere contentissimo per la condanna inflitta dal Tribunale di Rimini a cinque dei tredici “coglioni della tastiera” che le avevano rivolto pesantissimi insulti sessisti e volgari attacchi razzisti allorché espresse solidarietà e sostegno a Emmanuel Nnumani, il giovane profugo nigeriano accoltellato e ridotto in fin di vita nel 2017. Gli altri otto avevano usufruito della disponibilità di Gloria Lisi a ricevere “vere scuse” di pentimento, accompagnate però da donazioni in ambito sociale.

Non posso tuttavia trattenere un malizioso quesito: chissà se nel nutrito e raccogliticcio cascame di candidati e candidate pro-Lisi non vi fosse anche chi sull’immigrazione la pensa più o meno come quei “leoni della tastiera?”
Venendo all’antivigilia dell’ormai imminente campagna elettorale di casa nostra, si è molto parlato e scritto in questi giorni di Riccione.

La novità, quasi incredibile, è che il centrosinistra si sia rimesso… a fare il centrosinistra, suscitando così un’accresciuta preoccupazione nel centrodestra, che dovrà presentarsi “vedovo Tosi”, per di più con l’aggravante di continuare a reggersi sulle elucubrazioni della legaiola Raffaelli, sempre più somigliante ad una Signorina Rottermeier che vorrebbe mettere tutti in riga, se non fosse che occorrere la traduzione simultanea in italiano per capire cosa dice e scrive.

L’altro giorno ha accusato la candidata sindaca Daniela Angelini di «dare priorità al tema sicurezza senza il minimo mea culpa», quando invece la responsabilità dell’insicurezza che si respira, ovviamente a Riccione «appartiene esclusivamente alla sinistra, ostile alla politica di contrasto per motivi ideologici» grazie ad «amministratori e politici che hanno chiuso gli occhi di fronte all’immigrazione…».

Su quest’ultimo punto ha tuttavia un po’ ragione. Per esempio, non è forse vero che i ladri di Rolex che hanno infestato le ultime estati riccionesi sono immigrati napoletani? Li aveva chiamati a Riccione l’ultimo sindaco di sinistra, ma loro hanno avuto qualche contrattempo così sono arrivati un po’ di anni dopo, senza sapere che a governare Riccione vi fosse ora la Tosi in combutta con la Lega. Perché nel caso se ne fossero accorti, o ne fossero stati informati, sarebbero scappati di corsa, senza neanche guardarlo un Rolex, ben sapendo che la Lega non fa sconti agli immigrati, tanto più se napoletani. Uno di loro infatti, tifoso del Napoli, ricorda bene quando a San Siro Salvini cantava: «Senti che puzza / scappano anche i cani / stanno arrivando i napoletani».

Ma per fortuna a tirar su il morale dei Riccionesi ci pensa Cecchetto, che facendo tesoro della batosta ricevuta ha apportato alcune varianti rispetto alla “discesa” a Misano. Intanto ha cassato il passaggio in cui prometteva «i parchi dell’amore, con dei separè tra una macchina e l’altra. Perché non è giusto multare i clienti delle prostitute, ci si va per mille motivi… Nessuno obbliga le donne a farlo.».

Ha inoltre sostituito l’invadente Max Pezzali con la più aggraziata Sabrina Salerno e apportato una modifica alla sua futura Giunta: ancora Fiorello e Jovanotti, ma al posto di Fazio ora subentrerà Amadeus. Il punto di forza del programma elettorale di Cecchetto è la la garanzia che da sindaco di Riccione la sua sarà «una politica a km zero, fresca, sana, senza bisogno di conservanti».

Così s’è fatto venire una grande idea: il prolungamento di Viale Ceccarini mediante un pontile che arrivi fino al mare, del cui progetto (vedi foto) siamo venuti avventurosamente in possesso. Perché uno che si beve un caffè in fondo a Viale Ceccarini non ha forse poi il diritto di poter andare in spiaggia a km zero?

Nando Piccari

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