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“Ciao nonno Bruno e grazie infinite”

Pubblichiamo con piacere un ricordo in memoria di Bruno Ghigi, scomparso oggi all’età di 98 anni a Rimini, scritto dal nipote Emanuele Gardini.

“Se penso a mio nonno, Bruno Ghigi, l’ immagine che affiora indelebile alla mente è quella di un uomo arzillo, nonostante i molti anni, intento a scrivere nel suo “ufficio” sommerso da volumi di storia, giornali d’epoca e rare fotografie della Seconda guerra mondiale. La sua è una scrivania ricavata da un piccolo banco di scuola con una grossa lampada puntata davanti allo schermo del PC per vedere meglio, mentre digita paziente con un solo dito le ultime frasi sulla tastiera di una lettera diretta all’Amministrazione comunale, alla Presidente della Regione finanche al Presidente della Repubblica in cui promuove un progetto editoriale “di grande importanza storica sulla città di Rimini”.

Quasi sempre quelle lettere lunghissime cadevano nel vuoto. Ma il bello di Bruno era la sua capacità di non scoraggiarsi mai di fronte ai rifiuti o alle difficoltà. Al contrario era sempre al lavoro sul prossimo progetto editoriale e  si raccomandava sempre con noi nipoti: “lavorate sempre con onestà e serietà, perchè il tempo è galantuomo, il tempo è verità e giustizia”.

Bruno ci raccontava spesso della Rimini in cui era nato nel 1922, ultimo di dieci figli in una famiglia contadina, della violenza squadrista delle camicie nere ai danni dei braccianti agricoli nel 1926, dei i bombardamenti “che sconvolsero Rimini distruggendola”, del passaggio del fronte lungo la linea Gotica fino alla fuga come sfollato “sulle pendici del monte Titano”.

Del secondo dopoguerra ci raccontava spesso la ricostruzione della Città ridotta in macerie e nel 1954 il licenziamento dal Comune “ingiusto”, attuato durante il governo Scelba, che lo costringe a reinventarsi come editore. Inizia allora a vendere porta a porta le sue carte geografiche lungo quasi tutti i comuni italiani (che ricordava con precisione fino a 95 anni) e anima la pubblicazione numerosi volumi storici che spaziano dalla signoria dei Malatesta passando per il Risorgimento fino agli eventi della Seconda guerra mondiale.

L’editore Bruno Ghigi chiude i conti con la vita il 7 gennaio 2021 a 98 anni dopo un’esistenza lunga, operosa e felice. Con la sua dipartita scompare una voce significativa della memoria cittadina e un pezzetto dell’identità riminese. Tuttavia quello che resta è forse più prezioso: un esempio di cittadinanza attiva, di instancabile animatore culturale del proprio tempo e uno sguardo di inossidabile ottimismo verso ogni giorno di vita”.

 

Grazie infinite nonno Bruno.

 

Emanuele Gardini

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