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Cino Ricci: “La tragedia di Rimini? C’è stata enorme imprudenza”

Cino Ricci, nato a Rimini 82 anni fa, una vita passata sui mari di tutto il mondo. Di situazioni drammatiche ne ha viste tante, “ma quando la natura si scatena i Quaranta Ruggenti sono pericolosi come l’imboccatura del porto di Rimini”.

Dunque cosa può essere successo ieri nelle acque di fronte alla palata?

“Prima cosa – nota lo skipper di Azzurra – c’è il fatto di essere partiti dal porto di Ravenna in quelle condizioni. Secondo fatto: l’aver scelto di costeggiare. Se comunque decidi di partire, vai 10, 15 miglia al largo, dove trovi onde ma non così dritte come dove c’è poco fondo. Avrebbero dovuto allontanarsi più possibile da terra, perché già a 3 miglia dalla riva le onde con quella burrasca diventano tutte frangenti. Ma comunque, ho sentito che questa barca era diretta in Sicilia; quando hai in previsione un viaggio così lungo, un giorno in più o in meno non fa la differenza. Tanto vale aspettare, un comandante accorto secondo me non sarebbe partito”.

Quindi è stato più azzardato cercare di rientrare in porto piuttosto che andare verso il largo?

“Ma senza dubbio. Fra l’altro il porto di Rimini, come anche quello di Ravenna, è molto rischioso in queste situazioni, specialmente per chi non ci è mai entrato e non conosce le correnti che ci sono all’esterno, quali possibilità ci sono di manovrare in condizioni difficili. In rapporto al vento e al mare che c’era ieri, l’entrata del porto di Rimini è molto stretta. Per cui, si è trattato di un’imprudenza enorme, sia sul fatto di partire che sul comportamento tenuto dopo. Una barca già di 7, 8 metri, quando è in mezzo al mare non rischia niente; una barca come quella della tragedia, moderna, di 15 metri, non ha nessun problema se si tiene lontana dalla costa con un bravo marinaio sopra”.

L’avviso di burrasca forza sette era stato diramato già alle 6 del mattino…

“Lo sapevano tutti già da due giorni. I marinai, ma anche i contadini del luogo, lo sapevano che erano in arrivo colpi di vento forte. Tanto è vero che in tutti i porti i pescherecci avevano rinforzato i loro ormeggi. Oggi come oggi non si è colti impreparati dalle condizioni meteo; ci sono talmente tante informazioni, perfino le più stupide, come quelle delle televisioni, che ti avvertono in tempo”. 

Come ci sente in situazioni del genere?

“Io ho navigato con parecchia bora anche dalle nostre parti e posso assicurare che con 40 nodi di vento nella poppa anche il porto di Ravenna ti sembra strettissimo, figurarsi quello di Rimini: quando ci sono mareggiate forti come quella ieri può diventare una trappola mortale. E purtroppo ieri lo si è visto. I nostri pescatori di una volta non entravano in porto in quelle condizioni; o andavano fuori o si davano alla spiaggia”.

Stefano Cicchetti

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