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Cino Ricci: “Luna Rossa come la nazionale, Max Sirena diventerà più grande di me”

“Max Sirena? E’ uno da ammirare perchè ha una tenacia incredibile. Quando l’ho conosciuto voleva diventare come me, ma io credo che diventerà molto di più”. Cino Ricci alla vigilia delle sfide decisive di Coppa E ride. America manda un grande in bocca al lupo all’equipaggio italiano guidato dallo skipper riminese. Ma com’è suo costume resta sempre realista.

“Che sia la volta buona che portiamo la Coppa in Italia? Chissà, può succedere. Ma ancora non conosciamo quasi niente degli avversari. Sappiamo che i neozelanesi sono molto forti, giocano a casa loro e sono velocissimi con il vento più teso. Luna Rossa invece preferisce i venti deboli. Alla fine a decidere potrebberero essere quei due nodi in più o in meno, com’è successo con gli inglesi”. Cioè? “Non era mica scontato che li battessimo, anzi io avevo pronosticato che vincessero loro. Poi però il vento è stato quasi sempre a nostro favore, cioè medio-leggero. L’unica regata  vinta da Ineos Britannia è stata quella, appunto, dove ci sono sono stati due nodi in più di vento e in quelle condizioni erano più forti”.

Ma allo skipper di Azzurra piacciono i catamarani volanti che si vedono adesso? “Se a uno piace la vela, gli piace vedere le manovre del singolo, le scelte, i rischi. Quale vela cambiare con quale vento, come attrezzare lo spinnaker… Queste barche invece sono molto più facili da controllare. Qui le vele non si cambiano mica. Non dico che non sono più barche perchè è giusto che le cose vadano avanti. Dico solo che ai nostri tempi era tutto diverso, ecco. Certamente questo tipo di regate piacciono di più al grande pubblico perche sono più facili da capire, basta vedere chi è avanti. E di sicuro sono molto appassionanti e molto spettacolari, con velocità incredibili e però sempre poca distanza fra le barche. Assomigliano molto alle corse delle macchine”.

E anche il tifo diventa allora più facile: “Sì, Luna Rossa è un po’ come la nazionale di calcio. E allora basta che vinca, anche se non dovesse giocare sempre bene. A bordo poi ci sono tanti romagnoli ed emiliani. Ma non mi interessa, se fossero di Bari per me è lo stesso: sono una squadra italiana, una grande squadra”. 

Ma anche Azzurra lo era, in quel 1983 che insegnò a tutta Italia le boline e le strambate: “Diciamo che abbiamo fatto una degna figura arrivando fino alla semifinale. Non abbiamo fatto la figura dei cioccolatai, ed era quello che ci aveva chiesto l’avvocato Agnelli”. 

Le regate della 36/a edizione Coppa America non inizieranno prima di mercoledì 10 marzo a seguito del lockdown appena terminato nella città di Auckland dovuto all’allerta di livello 3 di Covid-19.

Nato 87 anni fa a Rimini, imparato il mestiere del mare, come sempre ama ricordare, dai pescatori di Cervia, Cino Ricci da tempo si è ritirato a vivere in campagna, a produrre Sangiovese in quel di San Savino di Predappio. “Ma d’inverno sto a Ravenna, è difficile arrivare in quel greppo lassù”. E a bordo non ci sale più da tempo: “In barca ormai ci vado solo per telefono”. E ride.

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