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Città digitali, Rimini “discreta” al 36° posto in Italia

Come se la cava Rimini con il digitale? Benino, ma non è fra le città di punta. Secondo il rapporto ICity Rank 2020, è Firenze il comune capoluogo più digitale d’Italia, seguito da Bologna e Milano. Poi Roma, Modena, Bergamo, Torino, Trento, Cagliari e Venezia. Il rapporto sulle città italiane intelligenti e sostenibili è stato realizzato da FPA, società del gruppo Digital360, e presentato in occasione di Forum PA Città, evento organizzato in collaborazione con EnelX.

Nell’anno della pandemia, la ricerca ha indagato il percorso di trasformazione digitale delle città italiane, analizzando le performance dei 107 comuni capoluogo su 8 indicatori aggiornati al 2020: accessibilità online dei servizi pubblici, disponibilità di app di pubblica utilità, adozione delle piattaforme digitali, utilizzo dei social media, rilascio degli open data, trasparenza, implementazione di reti wifi pubbliche e tecnologie di rete intelligenti. L’indice di trasformazione digitale, media aritmetica degli 8 indicatori settoriali, permette di costruire il ranking delle città più digitali d’Italia.

Le prime dieci città di cui sopra hanno un livello di digitalizzazione “molto avanzato”. Poi c’è un gruppo di altri 15 Comuni di livello “avanzato”, di cui fanno parte le altre tre emiliano-romagnole: Parma, Reggio Emilia,  Forlì. Sono in compagnia di Palermo, Pavia, Brescia, Genova, Lecce, Cremona, Prato, Bari, Pisa, Verona, Vicenza e Bolzano. Rimini è al 36° posto, quindi la prima della fascia successiva, quella di livello “discreto” che comprende 23 città fra cui Ravenna, Ferrara, Piacenza; con loro, Mantova, Livorno, Monza, Siena, Treviso, Udine, Perugia, La Spezia, Napoli, Novara, Pordenone, Padova, Trieste, Lodi, Arezzo, Pesaro, Ancona, Verbania, Lecco. Quindi 24 Comuni capoluogo di livello “intermedio” e altri 27 con una digitalizzazione solo “avviata”.

Chiudono la classifica 8 città con ritardi critici, quasi tutte del Sud: Taranto, Avellino, Caserta, Carbonia, Nuoro, Enna, Chieti e, ultima, Agrigento. Ma come si è visto ci sono diverse eccezioni che confermano come l’innovazione possa svilupparsi anche in contesti caratterizzati da livelli relativamente meno elevati di ricchezza e crescita economica. Cagliari, con il 9° posto in classifica, è la prima città del Sud, ma si segnalano anche Palermo (13°), Lecce (17°) e Bari (20°).

Firenze si è distinta con un punteggio di 872 nell’indice di trasformazione digitale, grazie al primato ottenuto su app municipali, open data, trasparenza, wifi pubblico e ottimi posizionamenti in quasi tutti gli indicatori. Bologna ha raggiunto invece un punteggio di 866, grazie al posizionamento di vertice per app municipali (a pari merito), piattaforme abilitanti, social media. Milano, è terza con 855 punti, distinguendosi in particolare per piattaforme digitali, open data e trasparenza, ma anche per una buona disponibilità di wifi pubblico. Roma in quarta posizione, ha il primato per servizi pubblici online e un ottimo posizionamento anche su piattaforme abilitanti e app municipali. Modena si distingue per app municipali e IoT, ma si posiziona bene anche nelle piattaforme abilitanti e wifi pubblico.

Guardando i singoli indicatori che compongono l’indagine, Pisa si distingue per il secondo posto nella graduatoria dei servizi online (subito dopo Roma); Trento guadagna il primato nelle app municipali (congiunto con Bologna. Firenze e Modena), Cremona è la prima città d’Italia nelle piattaforme digitali (insieme a Bologna e Milano); Palermo è al top per disponibilità di open data (insieme a Firenze e Milano); Bergamo e Venezia sono al secondo posto per wifi pubblico; Bolzano e Mantova evidenziano i migliori risultati nell’IoT e tecnologie di rete; mentre nella graduatoria della trasparenza si collocano al vertice congiuntamente Bari, Benevento, Catanzaro, Latina, Novara, Padova e Trento, oltre che Milano e Firenze.

Dalla ricerca emerge anche una “reazione digitale” di chi ha sofferto di più nell’emergenza Covid19. Cinque tra le prime sette città per incremento di decessi si collocano nelle prime 30 posizioni della graduatoria. A Cremona (18° posto in classifica) il numero dei decessi tra febbraio e agosto ha superato dell’85% la media dei cinque anni precedenti, a fronte della media tra i capoluoghi del 10,1%; a Bergamo (6° posto) è aumentato dell’82,7%, a Piacenza (30° posto) del 73%, a Brescia (15° posto) del 53,7%, a Parma (11° posto) del 49%. Queste e altre città intermedie duramente colpite dalla pandemia hanno saputo proseguire il percorso di trasformazione digitale utilizzando gli strumenti che avevano costruito negli scorsi anni e introducendone di nuovi.

 

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