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#civediamoallapigna: così Michela e Fabiola hanno creato Rimini Storytellers

Raccontare Rimini e le sue mille sfaccettature. È quello che stanno provando a fare due giovani riminesi che, qualche mese fa, hanno lanciato il progetto Rimini Storytellers. Si tratta di Michela Manfroni (32 anni), e Fabiola Bastianini (28), due caratteri molto diversi, ma forti. Una Rock e l’altra Reggaeton, una Converse e l’altra Jimmy Choo, una total black e l’altra animalier. Dolce da una parte e salato dall’altro, ma sanno unire le forze per raggiungere obiettivi comuni e vanno a braccetto con la creatività. Ma perché hanno voluto imbarcarsi in questa avventura? Lo abbiamo chiesto proprio a loro.

Fabiola Bastianini e Michela Manfroni

Michela, che cos’è lo storytelling?

«Forse la parola storytelling oggi viene un po’ abusata, soprattutto nel settore del marketing e della comunicazione. In generale è l’abilità di raccontare la storia di una persona, di un luogo, di un prodotto e così via. Ma per noi non è solo questo, non basta raccontare. Per noi dietro a questa parola risiede la volontà di creare connessioni che siano in grado di emozionare, stupire, rattristare e coinvolgere l’ascoltatore in prima persona. Chi ascolta la tua storia deve ridere, piangere, immaginare la situazione e sentirsi protagonista».

Fabiola, chi è esattamente lo Storyteller?

«Possiamo dirti chi sono i Rimini Storytellers. Perché è vero che siamo noi le narratrici, siamo noi che raccontiamo ciò che viviamo, ma chiunque può essere uno Storyteller. Ogni persona che conosce Rimini, la ama e soprattutto la vive, sa benissimo quali sono le emozioni che si provano nel trovarsi di fronte al Castel Sismondo alla sera, nel vivere l’animo di Piazza Cavour, nel “ci vediamo alla pigna”, che è anche il nostro hashtag ufficiale, nel fare una camminata al porto dall’ancora al Rockisland, nel sentirsi più in empatia quando parla con qualcuno che si intende di “esse” e di “zzeta” romagnole! Tutti sentono queste splendide sensazioni, ma in pochissimi le esternano. Considerando il patrimonio culturale, paesaggistico, i mille eventi e le persone che caratterizzano il nostro territorio, ce ne sarebbero davvero tanto da dire… E quale modo più bello se non condividere queste emozioni con chi le capisce perché le ha vissute in prima persona? Tutti siamo Rimini Storytellers!».

Michela, quando avete creato le vostre pagine social e perché?

«Abbiamo iniziato il primo dicembre 2018. Qualche giorno prima, quasi per caso, mentre passeggiavamo in centro, abbiamo cominciato a raccontare la storia del Teatro Galli da uno dei nostri profili Instagram personali e lì, dopo aver suscitato interesse e coinvolgimento di chi ci stava seguendo, ci si è accesa la lampadina. Alle persone piace sentirsi parte di un gruppo, condividere emozioni e storie. Non solo, noi da sempre amiamo il territorio riminese e da sempre pensiamo che tutti dovremmo essere più consapevoli di tutto quello che c’è da vivere nella nostra città! E quindi, partendo dalla nostra grande passione per Rimini, unendo le nostre competenze, esperienze e gli studi passati, abbiamo voluto creare qualcosa di diverso per dare spazio a tutto ciò che racconta la nostra città: luoghi, monumenti, eventi, attività, persone…».

Fabiola, li gestite solo voi due? È impegnativo?

«Sì. Insieme gestiamo sia la pagina Facebook che quella Instagram. Diciamo che non è impegnativo di per sé la parte di creazione dei contenuti perché mettiamo in pratica quello che effettivamente sappiamo fare e aggiungiamo la chiave ironica che caratterizza le nostre personalità; è più il fatto che a Rimini ci sono davvero tanti eventi, esperienze e luoghi da raccontare ed essendo comunque indaffarate anche nel nostro lavoro, risulta abbastanza impegnativo organizzarsi per poter fare tutto. Al momento infatti ce la stiamo prendendo con calma, ma riusciremo a dedicare sempre più tempo ai nostri canali e ad essere sempre più presenti. Ovviamente è più facile per noi nel momento in cui le persone ci contattano direttamente e ci invitano apposta per raccontarci la loro storia».

Michela, che tipo di post e video create?

«I nostri post devono sempre raccontare: che siano foto o video, l’importante è che trasmettano emozioni a chi li guarda. E per farlo ci aiutiamo con le parole: amiamo scrivere e comunicare, quindi utilizzare le parole giuste nei racconti è fondamentale per far sentire coinvolto ogni follower. Partendo dal presupposto che noi ci mettiamo sempre la faccia in tutto, abbiamo notato che ciò che suscita molto interesse sono le storie su Instagram: forse è proprio la spontaneità e il nostro essere poco preimpostate che piace alle persone… ci prendiamo in giro, raccontiamo, sbagliamo, ma siamo vere, con tutti i nostri difetti e pregi, e i followers questo lo apprezzano! Quello che caratterizza il nostro progetto è la chiave sempre positiva e simpatica: non c’è spazio per la tristezza e la negatività!».

Fabiola, quante persone vi seguono?

«Abbiamo da poco superato i 1200 Storytellers su Instagram, ma non sono tanto i numeri che ci interessano, tanto più il fatto che i followers ci tengono a seguire le nostre storie, a leggere i nostri racconti e ad interagire con noi! Ed è questo che ci dà più soddisfazione in assoluto: l’essere condivise, taggate, contattate in direct e menzionate proprio perché vuol dire che loro, in primis, hanno capito cosa significhi essere Rimini Storytellers. Vorremmo conoscerli tutti!».

Michela, dove vorreste arrivare con Rimini Storytellers?

«Non possiamo anticiparvi troppo, ma siamo solo all’inizio! È un grande progetto il nostro, che si sta ampliando piano piano. C’è davvero tanto in programma! Innanzitutto vorremmo che sempre più persone si sentissero Rimini Storytellers. I numeri aumenteranno e speriamo di coinvolgere soprattutto persone veramente interessate al nostro territorio e a tutto ciò che lo caratterizza. Vogliamo ascoltare molte storie e condividerle sui nostri canali. Ma vogliamo anche insegnare a fare quello che facciamo noi, partendo dalle basi. Proprio per questo come Rimini Storytellers abbiamo organizzato il primo seminario gratuito a Rimini il 17 maggio dal titolo “Social Storytelling”: 2 ore di formazione per tutti coloro che vogliono imparare a raccontare sui social la propria attività. E’ stato il primo di una lunga serie di incontri! Seguiteci su Facebook (https://www.facebook.com/riministorytellers/) e Instagram (https://instagram.com/riministorytellers/) con nome utente @riministorytellers e, mi raccomando… #civediamoallapigna!».

Nicola Luccarelli

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