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Coconuts, Paesani: “Contento di lavorare anche in perdita invece qualcuno bada solo all’avidità”

“Sempre ottimista: è un mio difetto. Però…”. Però Lucio Paesani è anche amareggiato. “Ci vorrebbe una ripartenza come nel dopoguerra. Ci vorrebbero unità senso di responsabilità, aiuto, comprensione. Invece…”.

Invece? E il titolare del Coconuts di Rimini si sfoga, come già ha fatto su Facebook: “Nel mio locale nessuno entra senza mascherina. C’è un cartello sulla porta, l’ingresso è unico e sempre controllato anche con le telecamere. Le mascherine le vendiamo anche, quelle griffate col nome del locale. E quelle da 50 centesimi le regaliamo a chi non ce l’ha. Abbiamo messo un impianto elettronico per igienizzare che non era nemmeno richiesto dalle norme. Una persona in più per i bagni. E dopo tutto questo e tanto altro ancora, cosa dobbiamo vedere?”.

Cosa? “Di fronte a noi, ingresso libero dai quattro punti cardinali, nessuno con la mascherina, ballo abusivo a rischio Corinaldo e musica oltre l’una”. Vuol dire che non ci sono i controlli? “Tutto il contrario. Anzi, non mi stanco mai di ringraziare le forze dell’ordine. Anche ieri le ho viste all’opera proprio nei nostri paraggi, un lavoro eccezionale il loro. Quello che voglio dire è che se ciascuno di noi bada solo all’avidità non andiamo da nessuna parte”.

E il Coconuts come sta andando? “Non per mia colpa, ho tre licenze: bar, ristorante e ballo. Quindi dopo il lockdown ho potuto riaprire una ventina di giorni prima di altri che sono solo discoteche. Avremo riempito al 15%. Ma anche se lavoravamo in perdita, non so ancora dire la gioia. Quella di rivedere le persone, di ricominciare a fare il nostro mestiere”.

E adesso? “Il Coconuts in tutto ha sei piste: ne stiamo usando due, solo quelle all’aperto. Per precauzione ne ho fatta chiudere una che sarebbe esterna anche quella ma ha delle tende. La gente? Solo nell’ultimo fine settimana si è visto qualcuno da fuori, ma la stragrande maggioranza sono del posto. E adesso staremo viaggiando al 30% rispetto al fatturato normale, mentre il personale è ridotto del 50%. Ma io non mollo e alzo l’asticella”. Cioè? “Altri dieci buttafuori, per controllare tutti e stare dalla parte del sicuro”.

Qualcuno però fatto girare immagini dove si vede un Coconuts molto affollato. Anche un video poi cancellato. Cosa è successo? “Proprio non lo so. Forse qualcuno crede che cercare di sopravvivere significhi danneggiare gli altri, la nostra città e la nostra riviera. Cose che fanno solo amarezza, appunto. Quanto al Coconuts, la nostra capienza è di 1479 persone e siamo attrezzati per contenerle tutte. E in tutta sicurezza. Qualcuno si toglie la mascherina? Può darsi, non siamo onnipotenti e non riusciamo ad arrivare dappertutto, siamo umani e facciamo tutto l’umanamente possibile. Qualcuno sa far meglio? Si accomodi. Ma non mi pare. E del resto purtroppo certi atteggiamenti distruttivi li vediamo anche in politica”. 

Si spieghi. “Non esiste che un politico di destra esulti se c’è un focolaio in Emilia e uno di sinistra faccia lo stesso quando Fontana ha problemi in Lombardia. In questa catastrofe ci siamo dentro tutti e tutti insieme bisogna che ne veniamo fuori. Le divisioni adesso non hanno senso e servono solo a rovinarci. Che non è poi un’eventualità tanto remota. Ma io sono sempre ottimista”.

Stefano Cicchetti

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