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Comizio di Forza Nuova in Provincia. La Sinistra: “La revoca? Si può procedere subito”

Continua il filone di polemiche creatosi attorno al comizio di Forza Nuova alla presenza del segretario nazionale in programma questa sera alla Sala del Buonarrivo di Corso D’Augusto a Rimini. Dopo la richiesta di revoca arrivata alla Province da partiti e associazioni del territorio, prima su tutte l’Anpi, e la risposta di Santi che ha risposto di essere costretto ad applicare la legge alla luce dell’avvenuta ammissione alle elezioni di Forza Nuova e l’appello all’amministrazione comunale del PD, che ha manifestato l’intenzione di chiedere la modifica del regolamento che norma l’utilizzo delle sale istituzionali di Comune e Provincia La Sinistra rincara la dose: “La sala si può revocare già ora, la modifica del regolamento era già stata chiesta tempo fa dalle associazioni”.

Il PD di Rimini, oggi, chiede (a se stesso) di cambiare il regolamento comunale per la concessione degli spazi pubblici così da non concederli alle organizzazioni neofasciste…peccato che più di un anno fa ci sia stata la richiesta in tal senso di tutte le associazioni e i partiti politici antifascisti di questo territorio affinché si mettesse mano al regolamento comunale andando a rimediare ad una “falla” evidente che non pone alcuna restrizione nel concedere spazi pubblici alle organizzazioni neofasciste…chi governa la città di Rimini (il PD) ha avuto più di un anno di tempo per farlo (stando soltanto alla sollecitazione), tanto tanto tempo se ne avesse avuto davvero la volontà politica, le organizzazioni neofasciste non esistono da un anno, purtroppo sono lasciate libere di organizzarsi, andando contro la nostra Costituzione e la natura antifascista del nostro paese, da tanto tempo. In politica ci vuole sempre la volontà di fare o non fare qualcosa. Anche adesso, se ci fosse la volontà, si potrebbe revocare la concessione della sala pubblica per evitare lo scempio del comizio di Fiore in una sala provinciale in pieno centro, continuando a dare agibilità politica a gruppi che non dovrebbero esistere. L’antifascismo va praticato sempre, soprattutto all’interno delle istituzioni che sono quelle che per prime devono garantire il rispetto della nostra Costituzione e dei valori fondanti della stessa. Il fascismo è un crimine e va combattuto in tutte le sedi. Combatterlo non vuol dire rincorrerlo ma evitare che si palesi, vuol dire avere piena coscienza e consapevolezza di ciò che è sempre stato e che continua ad essere, un crimine e non un opinione.La revoca della concessione ci può essere e continuiamo a chiederla. C’è la volontà politica? Per quale motivo, nonostante la sollecitazione di un anno fa non si è messo mano al regolamento comunale? Cosa si aspetta? Perchè ad un certo punto diventa anche una sorta di scaricabarile odioso e ipocrita quello di rimandare tutto sempre al paradosso politico-legislativo che continua a permettere alle organizzazioni neofasciste di presentarsi alle elezioni. Il Comune ha la possibilità, e secondo noi il dovere prima che la possibilità, di porre un alt all’agibilità politica di questi gruppi sul proprio territorio cambiando i regolamenti, cosa aspetta a rispettare per primi i riminesi e la città di Rimini, che da sempre si è contraddistinta per il suo antifascismo? Le cose si possono fare, prima però ci vuole la volontà di farle”.

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