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Comune di Rimini. Cisl e Uil criticano il bilancio

Le segretarie confederali Paola Taddei della Cisl e Giuseppina Morolli della Uil si chiedono “a cosa serve definire percorsi condivisi per garantire una vera partecipazione se poi questa è solo nelle parole mentre la sostanza resta quella solita della non volontà di confrontarsi con chi rappresenta decine e decine di migliaia di lavoratori, lavoratrici, pensionati e pensionate”.

Ma i due sindacati si fermano solo al metodo. Esprimono forti preoccupazioni anche nel merito e in particolare “la situazione finanziaria dove abbiamo assistito ad una diminuzione degli introiti derivanti dalle sanzioni – dicono -, che a nostro avviso erano enormi negli anni precedenti, (a danno dei cittadini riminesi), oggi si palesa la copertura con il recupero dell’evasione.
La prima considerazione – proseguono – è: perché non si è fatta prima la lotta all’evasione, a tutte le evasioni, ai tributi locali ma anche alle tasse nazionali; sulla evasione IMU si dovranno recuperare molti milioni di Euro, bene perché nel 2018 non sono arrivate queste risorse?

Secondo Cisl e Uil “che le finanze del comune non siano floride lo testimonia il parziale blocco delle erogazioni ai dirigenti (ultimi 2 mesi dell’anno), forse per non evidenziare il rischio dell’equilibrio del bilancio. In una situazione di tale difficoltà verrà certamente a calare il sostegno necessario da parte del comune al rilancio della economia territoriale con grave danno per i soggetti più deboli, i lavoratori e soprattutto i giovani ed i disoccupati”.

Critiche vengono mosse anche sul welfare dove il comune è accusato di “non aver brillato” per risorse. “Il fondo a disposizione per aiutare i soggetti in difficoltà nel pagamento della TARI – evidenziano come esempio – è oltremodo basso (oggi come nel 2017 ammonta a 135.000 quando la necessaria copertura per chi ne ha diritto dovrebbe crescere di 100.000) nonostante le nostre ripetute richieste tutto è rimasto inalterato, anche l’odioso meccanismo per cui le persone in difficoltà prima Pagano la Tari poi vengono rimborsati. Questo meccanismo iniquo è adottato solo nel Comune di Rimini. L’unica cosa certa è che le persone devono girare per gli uffici comunali diverse volte per poi spesso non ottenere quello a cui avrebbero diritto”.

In conclusione Taddei e Morolli esprimono preoccupazione per il fatto che il comune “per mantenere l’equilibrio di bilancio si affidi o alle multe (poi non corrispondenti alle attese) o ad un fantomatico recupero dell’evasione.

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