Home___primopianoConcessioni balneari, Biagini: “Basta pantomime sugli indennizzi”

L’affondo contro l'assessora regionale Frisoni su bandi, tempi e Piano dell’Arenile di Rimini


Concessioni balneari, Biagini: “Basta pantomime sugli indennizzi”


27 Marzo 2026 / Redazione

Si riaccende il confronto sul tema delle concessioni balneari in Emilia-Romagna. A intervenire con una nota molto dura è Roberto Biagini, del Direttivo Nazionale Mare Libero APS, che chiama direttamente in causa l’assessora regionale Roberta Frisoni sul tema dei tempi delle procedure, dei bandi pubblici e della questione degli eventuali indennizzi ai concessionari uscenti.

Nel testo, Biagini contesta in primo luogo il richiamo ai “tempi certi” rivolto dalla Regione al Governo e collega il ragionamento al lungo iter del Piano dell’Arenile di Rimini. “Assessora Frisoni, i tempi certi chiesti dalla Regione Emilia Romagna al Governo sono della stessa sostanza di quelli che lei dispensava ogni volta che le chiedevano informazioni in Consiglio Comunale sulla tempistica del Piano Spiaggia di Rimini?”, scrive. Quindi aggiunge: “Quelli intendo che sono serviti per allungare il ‘brodo’ della gestazione del nuovo piano dell’arenile del Comune di Rimini, adottato nel 2018 e approvato ben 7 anni dopo da Valentina Ridolfii, a lei subentrata nella carica?”.

Uno dei passaggi centrali della nota riguarda il ruolo della Regione Emilia-Romagna, accusata di non voler prendere una posizione chiara sul tema delle concessioni. “I cittadini non hanno l’anello al naso e capiscono perfettamente che la Regione Emilia Romagna non vuole assumere nessuna posizione per non ‘scontentare’ politicamente i ‘bagnini scaduti’ che ad oggi non hanno più nessun titolo per rimanere dove sono e per esercitare attività imprenditoriale”, si legge nel comunicato.

Biagini sostiene poi che i Comuni abbiano già oggi la possibilità di procedere in autonomia con la pubblicazione dei bandi. “I Comuni possono liberamente, se vogliono e già da oggi, pubblicare bandi senza chiedere lumi ed indicazione a Lei o al Presidente della Regione”, afferma, con un riferimento anche alla linea del presidente regionale sugli eventuali ristori: “quello che vuole indennizzare ‘i poveretti scaduti’ con soldi pubblici”.

Nel mirino finisce anche il concetto di bandi “condivisi”, evocato nel dibattito politico e amministrativo. Su questo punto, Biagini usa parole molto nette. “Le pubbliche evidenze sono procedure regolate dalle norme sul procedimento amministrativo, assessora Frisoni, e l’autorità amministrativa non deve ‘condividere’ i capitolati e le norme con nessuno, tanto meno con ‘i concessionari scaduti’”, scrive, aggiungendo che, in caso contrario, “usciremmo dal campo del diritto amministrativo ed entreremmo direttamente in quello del diritto penale”.

La nota insiste poi sul capitolo indennizzi, definito da Biagini una questione già chiusa sotto il profilo giuridico e amministrativo. “Ancora la pantomima degli indennizzi, assessora Frisoni?”, domanda nel comunicato. E aggiunge: “In Emilia Romagna nessuno tra i ‘concessionari scaduti per licenza’ hanno diritto ad indennizzi”.

Secondo Biagini, infatti, gli attuali concessionari dovrebbero rimuovere le strutture presenti sull’arenile senza poter avanzare richieste economiche. “Non solo devono liberare l’arenile da tutto quello che c’è sopra in quanto ‘si parla di opere di facile rimozione’ da portarsi a casa, non utilizzabili dal subentrante e quindi non indennizzabili”, si legge ancora nella nota. E ancora: “Ma sono gli stessi concessionari ad aver accetto l’obbligo di rimozione con rinuncia ad indennizzi al momento della firma della concessione”.

Un altro passaggio del comunicato riguarda direttamente il Piano dell’Arenile di Rimini, richiamato come elemento che, secondo Biagini, renderebbe incompatibile la permanenza delle attuali strutture. “E poi è stata lei ad adottare il nuovo Piano dell’Arenile che impone l’abbattimento totale delle strutture attualmente presenti per dare spazio alle nuove progettualità. Non se lo ricorda? Bene, glielo ricordo io”, scrive.

Nel finale, Biagini richiama anche una recente decisione del Tar Emilia-Romagna, citando espressamente la sentenza n. 536/2026, pubblicata nei giorni scorsi. “Ha letto, assessora Frisoni, la sentenza del Tar Emilia Romagna n. 536-2026 pubblicata martedì scorso che ha confermato gli ordini di demolizioni nei confronti dei Bagni 63 A e 63 B di Rimini sud emanati proprio quando lei era assessora comunale?”, domanda nel comunicato.

Il riferimento, spiega Biagini, è in particolare alla parte della sentenza che riguarda la natura delle strutture presenti sull’arenile. “La studi bene, assessora, soprattutto nella parte relativa ai titoli edilizi, all’efficacia della pianificazione urbanistica ma soprattutto nella parte che specifica la conformazione delle strutture ‘precarie e facilmente rimovibili’, ergo non indennizzabili, presenti sulla spiaggia di Rimini”, conclude.