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Concessioni balneari: Coordinamento Mare Libero chiede le gare, 5 Stelle d’accordo

Sulle concessione balneari continua il dibattito a livello nazionale. In particolare vi sono due iniziative meritevoli di attenzione. In primo luogo la prima iniziativa che il neo Coordinamento Nazionale Mare Libero  ha promosso sulle concessioni. Una delegazione guidata dal presidente, l’avvocato riminese Roberto Biagini, è stata ricevuta  dal Deputato Sergio Battelli, del MoVimento 5 Stelle, Presidente della XIV commissione Camera dei Deputati, “Affari Europei”.

Roberto Biagini

“L’incontro – si legge in una nota – è stata l’occasione per la presentazione del Coordinamento, degli obiettivi da noi perseguiti, delle iniziative intraprese; abbiamo avanzato una proposta di collaborazione per individuare le linee volte ad armonizzare la legislazione italiana al diritto euro-unitario in materia di concessioni balneari”.

“Abbiamo chiesto di poter partecipare ai diversi tavoli di confronto insieme alle associazioni dei balneari, affinché siano rappresentate anche le posizioni volte a valorizzare il bene comune demanio marittimo nei suoi vari aspetti ambientali e concessori, abolire ingiuste rendite di posizione e indirizzarlo ai principi di libera concorrenza per incentivare la competitività delle imprese sempre ed in ogni caso nel rispetto dell’ecosistema spiagge-mare”.

“Ci è stato chiesto di specificare le peculiarità e le criticità dei vari litorali per una conoscenza più approfondita delle varie località e di avanzare proposte che possano essere di ausilio ad un dibattito governativo-parlamentare”.

“Incontro positivo per la comunanza degli intenti e degli obiettivi. Vedremo se i fatti concreti siano altrettanto in sintonia con i buoni propositi”, conclude il Coordinamento

Il secondo fatto nuovo è un’interrogazione di Sergio Battelli al presidente del Consiglio Giuseppe Conte sempre in materia di concessioni balneari. Nell’interrogazione, dopo aver percorso in modo dettagliato la situazione normativa nazionale ed europea e fatto riferimento alle sentenze della corte di Giustizia Europea e quelle dei tribunali italiani, viene chiesto se:

“il Governo abbia valutato il rischio che l’attuale normativa nazionale in materia di concessioni demaniali marittime esponga l’Italia all’avvio di una procedura di infrazione comunitaria”;

“il Governo intenda promuovere, con l’urgenza prevista dal caso e con le misure ritenute più opportune, la riduzione della proroga delle concessioni demaniali marittime (attualmente sino al 2033) e l’accelerazione dei tempi per l’avvio di procedure concorsuali trasparenti, competitive e debitamente pubblicizzate.”

Sergio Battelli

 

L’interrogazione nel testo integrale:

“Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro per gli affari europei, al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, al Ministro dell’economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che:

l’articolo 12 della «direttiva Servizi» n. 2006/123/CE (cosiddetta direttiva Bolkestein) prevede che, qualora il numero di autorizzazioni disponibili per una determinata attività sia limitato per via della scarsità delle risorse naturali o delle capacità tecniche utilizzabili, gli Stati membri debbano applicare una procedura di selezione tra i candidati potenziali, che presenti garanzie di imparzialità e trasparenza e preveda, in particolare, un’adeguata pubblicità dell’avvio della procedura e del suo svolgimento e completamento. In tali casi, l’autorizzazione è rilasciata per una durata limitata adeguata e non può prevedere la procedura di rinnovo automatico, né accordare altri vantaggi al prestatore uscente o a persone che con tale prestatore abbiano particolari legami;

l’articolo 16 del decreto legislativo del 26 marzo 2010, n. 59, di attuazione della direttiva 2006/123/CE, ha recepito integralmente e letteralmente l’articolo 12 della direttiva;

la Corte di giustizia dell’Unione europea si è pronunciata con sentenza del 14 luglio 2016 (cause riunite C-458/14) sulla questione della proroga delle concessioni demaniali marittime e lacuali, stabilendo che il diritto comunitario non consente che le concessioni per l’esercizio delle attività turistico-ricreative nelle aree demaniali marittime e lacustri siano prorogate in modo automatico in assenza di qualsiasi procedura di selezione dei potenziali candidati;

in particolare, la Corte di giustizia ha ribadito come il differimento nel rilascio delle concessioni mediante una procedura trasparente di gara genererebbe un danno per le imprese con sede in un altro Stato membro che potrebbero essere interessate a tali concessioni, una disparità di trattamento che violerebbe i princìpi contenuti nel Trattato sul funzionamento dell’Unione europea i princìpi della libertà di stabilimento, di libera prestazione dei servizi e di non discriminazione;

nel corso dell’audizione svolta l’11 ottobre 2016 presso la Commissione petizioni del Parlamento europeo, la Commissione europea, in linea con quanto affermato dalla Corte di giustizia europea, ha chiarito che l’articolo 12 della direttiva servizi è applicabile alle concessioni demaniali qualora esse abbiano ad oggetto risorse scarse e che, qualora non sia soddisfatto il criterio delle «risorse scarse», si deve fare applicazione dei princìpi fondamentali sanciti dai trattati, procedendo all’affidamento competitivo delle concessioni che presentino un «interesse transfrontaliero certo»;

in data 23 aprile 2018, Andrea Cozzolino, eurodeputato appartenente all’eurogruppo Pd, ha rivolto un’interrogazione alla Commissione europea in merito alle affermazioni di Frits Bolkestein, secondo cui «le concessioni balneari non sono servizi ma beni» e quindi la direttiva servizi non vi andrebbe applicata, ricevendo la seguente risposta, in data 6 luglio 2018, da parte di Elżbieta Bieńkowska: «nella sentenza del 14 luglio 2016, la Corte ha confermato che le concessioni balneari sono autorizzazioni ai sensi della direttiva 2006/123/CE, dal momento che esse comportano un’autorizzazione a esercitare un’attività economica in un’area demaniale. Esse rientrano quindi nell’ambito delle disposizioni pertinenti del diritto dell’UE, compreso l’articolo 12 di tale direttiva, qualora la scarsità della risorsa in questione nel territorio comunale interessato sia accertata e, in ogni caso, compreso l’articolo 49 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, qualora esista un interesse transfrontaliero certo»;

la legge di bilancio 2019, all’articolo 1, commi 682, 683 e 684 stabilisce la durata ex-lege di quindici anni per le concessioni demaniali marittime attualmente in essere, con decorrenza dal 1° gennaio 2019;

da numerose fonti di stampa, tra cui il giornale «il Fatto Quotidiano» nell’edizione del 20 dicembre 2018, si apprendere l’ex Ministro delle politiche agricole Gian Marco Centinaio abbia paventato una possibilità al «novantanove per cento» che l’Italia venga sottoposta ad una procedura di infrazione comunitaria a causa dell’approvazione della proroga delle concessioni delle aree di demanio marittimo per la durata di quindici anni prevista dai commi 682 e seguenti della legge n. 145 del 2018;

nella sentenza del Consiglio di Stato n. 7874 del 18 novembre 2019 si ribadisce che «alla luce del prevalente indirizzo giurisprudenziale, non è in alcun modo riscontrabile una proroga automatica ex lege di una concessione demaniale marittima» e che la più recente proroga legislativa automatica delle concessioni in essere fino al 2033, rievocando norme nazionali già dichiarate in contrasto con l’ordinamento comunitario dalla Corte di giustizia, sarebbe sostanzialmente inficiata da un vizio di legittimità :

se il Governo abbia valutato il rischio che l’attuale normativa nazionale in materia di concessioni demaniali marittime esponga l’Italia all’avvio di una procedura di infrazione comunitaria;

se il Governo intenda promuovere, con l’urgenza prevista dal caso e con le misure ritenute più opportune, la riduzione della proroga delle concessioni demaniali marittime e l’accelerazione dei tempi per l’avvio di procedure concorsuali trasparenti, competitive e debitamente pubblicizzate.”

 

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