HomePoliticaConcessioni balneari e tassa di soggiorno, Gnassi attacca il Governo: “Turismo lasciato nel caos”

Il deputato Pd contro il ministro Mazzi durante il Question Time: “Scaricabarile su Salvini e nessuna risposta ai Comuni”


Concessioni balneari e tassa di soggiorno, Gnassi attacca il Governo: “Turismo lasciato nel caos”


28 Maggio 2026 / Redazione

Il tema delle concessioni balneari e della tassa di soggiorno torna al centro dello scontro politico nazionale. Ad attaccare il Governo è il deputato del Partito Democratico Andrea Gnassi, intervenuto durante il Question Time alla Camera con una dura replica al ministro del Turismo Gianmarco Mazzi.

Nel mirino di Gnassi finiscono soprattutto la gestione dei bandi per le concessioni balneari e la mancata riforma della tassa di soggiorno, temi che secondo il parlamentare starebbero creando forti difficoltà ai Comuni turistici e all’intero comparto balneare.

“Se fossi al posto del ministro Mazzi non mi farei affidare schede preparate per dire che tutto va bene nel settore turistico senza rispondere alle domande che vengono poste”, afferma Gnassi.

Il deputato dem riconosce la crescita del turismo, ma contesta l’impostazione del Governo sul settore.

“Certo, il turismo è in crescita in tutto il mondo, in Europa, non solo in Italia, ma quello che importa non sono numeri dati un po’ a vanvera e propaganda ma, ad esempio, valutare il contributo al Pil degli arrivi internazionali dove il nostro Paese resta indietro a Francia e Spagna”.

Una parte centrale dell’intervento riguarda il nodo delle concessioni balneari. Secondo Gnassi, l’assenza di un bando-tipo nazionale starebbe creando incertezza amministrativa e rischio di ricorsi per gli enti locali.

“Oggi ancora sentiamo che l’assenza del bando-tipo su licenze balneari è colpa del ministro ‘competente’ Salvini, ma da Mazzi non abbiamo chiarezza sul problema che hanno i Comuni nel fare bandi che li espongono a eventuali ricorsi e mettono l’intero turismo balneare nel caos”.

Da qui l’attacco diretto al ministro del Turismo. “Quindi il ministro Mazzi convochi Salvini e si metta d’accordo senza rimbalzare il problema e lasciare allo sbando un settore”.

Gnassi interviene anche sul tema della tassa di soggiorno, chiedendo maggiore autonomia per i Comuni turistici nella gestione delle risorse e delle tariffe.

“Per la tassa di soggiorno va garantita a tutti i Comuni piena autonomia di stabilire le tariffe e l’utilizzo. Questo è quello di cui dovrebbe occuparsi un ministro del Turismo, ovvero di questioni eminentemente e profondamente turistiche”.

Il deputato del Pd accusa il Governo Meloni di voler mantenere un controllo centralizzato sul tema.

“Altro che governo delle autonomie, sulla tassa di soggiorno il governo Meloni non vuole cambiare la disciplina sull’imposta perché non vuole dare autonomia e possibilità di scelta ai Comuni”, sostiene Gnassi.

Nel suo intervento il parlamentare richiama anche le necessità organizzative e infrastrutturali dei territori turistici.

“I flussi turistici comportano la necessità di mettere in campo infrastrutture, trasporti, decoro, sicurezza, depurazione delle acque: il governo convochi Regioni e Comuni, cambi insieme a loro la disciplina della tassa di soggiorno”.

“Lo scaricabarile non serve a nessuno e non lo può fare chi guida il turismo”, aggiunge.

Nella parte finale della nota Gnassi torna ad attaccare personalmente il ministro Mazzi utilizzando un riferimento al suo passato professionale legato al Festival di Sanremo.

“Il ministro Mazzi quando in passato si occupava del Festival di Sanremo non poteva scaricare la colpa sul microfonista se la voce non si sentiva. E oggi non può dire è colpa di Salvini per i bandi delle concessioni balneari e del Ministero dell’Economia per cambiare la tassa di soggiorno”.

Il deputato Pd critica infine l’azione complessiva del Governo sul turismo e richiama anche la vicenda dell’ex ministra Daniela Santanchè.

“Per 4 anni con l’ex ministra Santanchè abbiamo già sentito propaganda e ‘va tutto va bene’. Andava tutto bene al punto che la premier Meloni l’ha fatta dimettere. Ora il nuovo ministro si occupi davvero del turismo senza scaricare su altri quello che non funziona”, conclude Gnassi.