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Concessioni spiagge. L’Europa boccia la proroga di 15 anni

La notizia non è inattesa ma gela ugualmente i concessionari di stabilimenti balneari. La commissione europea ha chiesto all’Italia di ritirare la proroga automatica di quindici anni delle concessioni; altrimenti entro l’estate scatterà la proceduta di infrazione che peserà su tutti gli italiani.

A darne notizia è la Repubblica di oggi che titola: Spiagge, l’Ue bacchetta l’Italia/ “No al rinnovo automatico/ delle concessioni balneari”/ Entro l’estate il via alla proceduta di infrazione perché la legge di Bilancio non rispetta, per scelta della Lega, la direttiva Bolkesterin sula concorrenza”.

Lo stesso Ministro Centinaio era convinto che la proroga avrebbe portato ad una procedura di infrazione.

Viene ricordato che già nella sentenza del 14 luglio 2016 , la Corte di Giustizia Europea ha confermato che le concessioni balneari  sono autorizzazioni ai sensi della direttiva 2006/123/CE, dal momento che esse comportano un’autorizzazione a esercitare un’attività economica in un’area demaniale.

La formalizzazione dell’infrazione arriverà sicuramente dopo le elezioni politiche. Ora lo scenario si presta a più possibilità. La procedura di infrazione, se non viene corretta la legge (come la precedente volta) comporta un multa all’Italia che pagheranno tutti gli italiani come è successo con le quote latte.

Sulle concessioni demaniali pesa anche un altro scenario. Dopo questo avvertimento e dopo la formalizzazione dell’infrazione alla direttiva servizi vi saranno dirigenti locali della pubblica amministrazione che si prenderanno il rischio di firmare delle proroghe al 2035? Domanda che in queste ore in tanti negli uffici dei comuni costieri si stanno ponendo. Il rischio è di vedersi trovare coinvolti in procedimenti per danno erariale o per abuso d’ufficio.

Da ricordare, infatti che non solo la Corte di Giustizia europea si è già pronunciata in modo definitivo ma anche la giurisprudenza costituzionale ha più volte sottolineato che i criteri e le modalità di affidamento delle concessioni su beni del demanio marittimo devono essere stabiliti nell’osservanza dei principi della libera concorrenza e della libertà di stabilimento, previsti dalla normativa comunitaria e nazionale.

Da ultimo il governo si era impegnato a presentare un proposta di legge di riordino di tutta la materia, entro 120 giorni dall’approvazione della legge di Bilancio cioè entro aprile 2019. Nessuno conosce il testo o soltanto una bozza.

La lega cercherà di rispondere che dopo le elezioni Europee tutti questi problemi verranno risolti. La realtà, indipendentemente dalla composizione del nuovo Parlamento europeo o della nuova Commissione Europea è quella di una procedura di  infrazione che non verrà tolta perchè in contrasto con i trattati e le direttive europee. Pensare di cambiarle per le concessioni demaniali italiane è una semplice e pura illusione.

L’unica strada possibile è la riforma di tutto il settore, che affronti tutti i problemi, dai canoni ai pertinenziali per finire con le modalità di rinnovo delle concessioni. Altrimenti si continua con l’incertezza del settore e l’assenza di investimenti.

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