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Concessioni spiagge tutte scadute e non coperte da proroga? Autorità verifichino

Come si evince anche dagli articoli odierni pubblicati dalla stampa nazionale e locale, e come era del resto ampiamente prevedibile, il farsesco dibattito politico sulla vergogna tutta italiana della attuale “proprietà privata” (di pochi) sui beni pubblici (di tutti), spacciata per un apparente regime amministrativo “concessorio”, si è ulteriormente e comicamente inviluppato in attesa di una prossima “procedura di infrazione” che ci verrà sicuramente notificata dalla U.E..

Ancora una volta come spesso è accaduto nella storia del nostro “paese”, solo la tanto vituperata “magistratura” ordinaria ed amministrativa (ben supportata sul tema “concessioni” dalla Consulta e dalla Corte di Giustizia U.E.), con le sue pronunce riesce (ed è riuscita negli anni) a riportare nell’alveo del diritto, dei principi costituzionali ed eurounitari e quindi nell’ambito della tutela dei diritti di tutti (e non dei privilegi elitari di pochi), i tentativi di una politica omogeneamente asservita alle ragioni dei “potentati” volti esclusivamente a proteggere con le reiterate proroghe le rendite di posizione dei “balneari”.

Ed è per questo, alla luce delle “sentenze gemelle” dell’ Adunanza Plenaria del CDS dello scorso Novembre, ma soprattutto della recentissima sentenza della Corte di Cassazione di cui all’oggetto (che poi riprende principi già espressi più volte), che ha statuito che a beneficiare delle “proroghe” della durata delle concessioni demaniali a scopo turistico ricreativo sono solo le concessioni nuove, ovvero a quelle sorte dopo la L. n. 88 del 2001, e comunque valide a prescindere dalle proroga automatiche che si sono susseguite, che chiediamo a tutte le autorità competenti di verificare quale sia lo stato dell’arte degli attuali titoli concessori degli stabilimenti e chioschi-bar riminesi in quanto riteniamo che si verta nella stessa situazione dei “Bagni Liggia” genovesi e cioè che siano tutti irrimediabilmente “scaduti” e non coperti da nessuna proroga in quanto “concessioni” risalenti nel tempo ed addirittura antecedenti al D.L. 400-93.

Di conseguenza chiediamo alle istituzioni pubbliche che ognuna di loro eserciti le funzioni amministrative e giurisdizionali di competenza verificando la situazione in essere e compiendo gli atti necessari a ripristinare l’eventuale legalità violata.

Partiamo con Rimini e proseguiremo con la richiesta di accertamento in altri comuni costieri.

Roberto Biagini Presidente CO.NA.MA.L. Coordinamento Nazionale Mare Libero

QUI IL TESTO DELL’ESPOSTO

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