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Condhotel, dibattito sempre più caldo tra Comune e Regione

Dibattito acceso sui condhotel. Dopo numerosi interventi che ne hanno messo in evidenza le potenzialità ed anche i rischi nella giornata di ieri vi è stato un un confronto ravvicinato tra l’amministrazione comunale di Rimini e la Regione.

Il Comune di Rimini con una nota aveva segnalato i punti nella norma nazionale che andavano corretti. Tra questi un tassativo divieto della possibilità di separare l’attività di condominio da quella dell’hotel; vincolo permanente di erogazione di servizi comuni ricettivi; hotel aperti tutto l’anno; divieto di frazionamento. Vedi notizia completa 

Dopo poche ore arriva anche la risposta da parte della Regione con una nota dell’assessore regionale al Turismo Andrea Corsini.
“I Condhotel possono essere una grande opportunità di riqualificazione delle strutture alberghiere e come Regione siamo i primi ad avere interesse che questo strumento venga utilizzato evitando il rischio di qualsiasi speculazione. E’ un obiettivo che abbiamo ben presente. Il regolamento attuativo a cui lavoreremo insieme a Comuni ed associazioni di categoria, dovrà servire anche a questo”. Grazie ai Condhotel gli albergatori potranno vendere ai privati parte delle camere dell’albergo, ottenendo risorse da reinvestire obbligatoriamente per accrescere la qualità delle strutture ricettive e dei servizi.
“Tra le regole che crediamo sia doveroso prevedere – spiega Corsini – vi è quella di non permettere che si possa assumere la residenza negli appartamenti ricavati dentro un Condhotel. Siamo altrettanto convinti che anche il vincolo dei dieci anni, previsto dalla normativa nazionale, per quanto riguarda l’erogazione dei servizi comuni e la gestione unitaria, vada superato e trasformato in permanente.”

L’assessore regionale al Turismo sottolinea l’autonomia di cui i Comuni potranno avvalersi nel prevedere nei loro strumenti urbanistici questa tipologia ricettiva – che comunque sarà possibile solo negli alberghi ad apertura annuale – a partire dalla localizzazione sul territorio. Sulla necessità di introdurre l’obbligatorietà dell’adeguamento sismico ricordata dal Comune di Rimini, Corsini precisa che è un aspetto già regolamentato da norme di settore. Quanto al frazionamento catastale delle unità abitative del Condhotel, esso è elemento imprescindibile per poter effettuare la vendita delle stesse: “E’ uno dei presupposti tecnici – conclude l’assessore – su cui si fonda l’intera operazione”.

Il comunicato della Regione risponde solo in parte alle obiezioni del Comune di Rimini. Infatti, l’assessore Regionale Corsini, evita di affrontare il nodo cruciale della norma nazionale sui condhotel quando prevede che i condhotel si possono realizzare in “una o più unità immobiliari inserite in un contesto unitario, collocate nel medesimo comune, e aventi una distanza non superiore a 200 metri lineari dall’edificio alberghiero sede del ricevimento“. Il Comune di Rimini propone tassativo divieto della possibilità di separare l’attività di condominio da quella dell’hotel e pertanto il condhotel deve rimanere all’interno di un’unica struttura immobiliare. Non è pensabile, si fa notare in alcuni ambienti della politica riminese, che questo aspetto sia demandato, anzi scaricato sui comuni invece di affrontarlo a livello regionale.

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