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Confcommercio Rimini furibonda con Confindustria Romagna per aeroporto e parco eolico

Gianni Indino attacca a testa bassa Confindustria Romagna. Oggetti del contendere fra il presidente di Confcommercio della provincia di Rimini e Paolo Maggioli, il parco eolico effshore l’aeroporto.

“No ai campanilismi, dicono da Confindustria Romagna. Ma questo no suona come la richiesta, nemmeno troppo velata, di stare in silenzio e accettare supini le decisioni altrui. Quello che Confindustria Romagna sta facendo da settimane – dice Gianni Indino – dapprima con le dichiarazioni del vicepresidente Giannini poi con le parole del presidente Maggioli ieri in assemblea, è relegare Rimini e il suo territorio al ruolo di comprimaria non solo in una visione unitaria di Romagna, ma persino in casa propria. In casa nostra. Un’ingerenza intollerabile su due temi fondamentali per il nostro turismo e il nostro futuro, per la nostra economia e la nostra vita di cittadini: parco eolico off-shore e aeroporto. A quanto pare dovremmo farci guidare nelle scelte, presi per mano dagli industriali della Romagna senza nemmeno discutere per non essere tacciati di campanilismo d’antan. Gli stessi industriali che dal pulpito assembleare chiedono di non manifestare dissenso in questo complicato momento, ma poi come primo atto di una nuova sigla a loro collegata chiamano in piazza le piccole imprese che hanno deciso, anch’esse, di annettersi”.

E ancora: “Ma cosa ne sa Confindustria Romagna di quello che è bene per tutta la costa riminese, la società e la sua economia basata su turismo e microimpresa? Ricordiamo fin troppo bene le battaglie per l’indipendenza della nostra provincia e ora, d’un botto, vogliamo tornare indietro di più di 28 anni, quando anche solo per il timbro su un documento dovevamo partire alla volta di Forlì? Rimini non può essere pensata come la periferia sud della Città Romagna”.

“Mi piacerebbe che si chiedesse agli operatori turistici di Cesenatico, di Milano Marittima, di Cervia se siano d’accordo a piazzare davanti alle loro spiagge queste enormi pale che turbano gli orizzonti meravigliosi del nostro mare, senza una consultazione pubblica, senza concertazione e senza nemmeno avere, cosa ancora più grave, la certezza dei risultati dal punto di vista ambientale ed economico. Troppe ancora le voci discordanti su questi progetti per dare sentenze così nette. Se come dice il presidente Maggioli a Ravenna sono entusiasti del progetto, lo portino avanti. Ne saremo felici. Io non so se a Ravenna siano d’accordo, di certo non lo sono gli operatori turistici e i commercianti di tutta la costa riminese, così come numerose amministrazioni della provincia di Rimini che in tal senso si sono già espresse. Come può il rappresentante di una sola parte delle imprese dichiarare anche su un importante quotidiano nazionale che le categorie economiche sono a favore di questo impattante progetto non solo senza consultarle, ma anche dopo le loro dichiarazioni contrarie? Ma soprattutto, i riminesi vorrebbero poter dire la loro sul loro futuro senza essere tacciati di futile campanilismo”.

“Noi crediamo nelle unioni e non nelle divisioni, crediamo nella Romagna nonostante finora siano arrivati più schiaffi che carezze per il nostro territorio: ci abbiamo investito, continuiamo a farlo e la promuoviamo con convinzione, a cominciare dalla Destinazione Turistica. Ma le scelte devono essere condivise e non calate dall’alto sul territorio. Mi meraviglio e mi dispiaccio che in un disegno di strategia e pianificazione del territorio regionale si plauda all’aeroporto di Forlì come hub turistico bypassando la realtà dei fatti. Rimini è e rimane il traino del turismo in Emilia Romagna e l’aeroporto Fellini fondamentale, imprescindibile, per lo sviluppo del turismo costiero. Era il caso di appoggiare il rilancio di uno scalo a poche decine di km di distanza capace di dividere flussi e fagocitare investimenti? Forlì dopo 7 anni di impalpabile assenza dovuta anche alla vicinanza di uno scalo in crescita come il Marconi di Bologna, è diventato d’un tratto un hub turistico? Se è così, evidentemente non si crede più nel turismo riminese nonostante gli sforzi e gli investimenti sul territorio. Ma magari ci sbagliamo e da domani i turisti arriveranno felicemente in pochi minuti a prendere il sole in piazza Saffi. Basterà costruire una fontana, almeno potranno mettere a bagno i piedi”, conclude caustico Gianni Indino.

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