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Confcooperative “Con caro bollette trecentomila imprese a rischio”

“Le Banche di Credito cooperativo possono svolgere un ruolo importante nell’accompagnare le imprese nella transizione ecologica, un percorso dove non servono interventi punitivi, ma azioni di sostegno e supporto. In particolare in questa fase in cui, a causa del caro-bollette e dell’inflazione, sono a rischio 300.000 imprese”. A dirlo è Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative (nell’immagine in apertura), nel corso del convegno della Federazione dell’Emilia-Romagna delle Banche di credito cooperativo che si è tenuto oggi al Gran Hotel di Rimini.

“Dall’ultima indagine Censis- Confcooperative, di pochi giorni fa, oltre 300mila imprese sono a rischio – rivela – di queste, 100mila sono oltre la soglia di sopravvivenza e le altre 200mila sono a rischio anche a causa di questa forte spinta inflazionistica del caro-bolletta”. Il tema dell’energia dunque “continua a porre fuori mercato buona parte delle imprese”, puntualizza. In questa direzione, “la sostenibilità è un impegno per tutti, non solo per qualcuno – prosegue Gardini – e qui è fondamentale il ruolo anche delle banche, in un contesto in cui non saranno più finanziabili le imprese che escono fuori da questo progetto di sostenibilità”. Ecco perché “prima di punire, bisogna educare e accompagnare le imprese – conclude Gardini – e il ruolo delle banche è anche questo”.

Chiamate a supportare il tessuto economico in questo passaggio, le banche di credito cooperativo chiedono a loro volta al nuovo governo di promuovere nelle sedi europee preposte “un grado di proporzionalità importante che consenta agli istituti di esercitare il credito in un’Italia composta da Pmi”, manda a dire invece Augusto dell’Erba, presidente di Federcasse, presente al Convegno di Rimini.

“La Regione Emilia-Romagna è stata capofila nella richiesta di maggiore proporzionalità delle norme europee – sottolinea – altre Regioni si sono aggiunte, riteniamo ragionevole che il tema venga discusso dunque nella Conferenza Stato-Regioni e da lì sottoposto alle Istituzioni europee; questo diventa fondamentale per consentirci di supportare le imprese nella transizione ecologica”. In particolare, “serve proporzionalità – conclude – perché sempre più difficile diventa interloquire con le piccole, piccolissime imprese, compresi i diffusi alberghi familiari presenti in questo territorio, perciò servono norme particolari”.

(Agenzia DIRE)

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