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Confesercenti Rimini: “Proprietà ex questura via Ugo Bassi cita piano revocato”

La risposta di Ariminum Sviluppo Immobiliare alle nostre osservazioni sul futuro dell’area Da.Ma-ex nuova questura ci sembra decisamente fuori luogo. A partire dal loro appellarsi alla legge sulla liberalizzazione del commercio: ricordiamo infatti ad Asi che tale norma si applica alle aree già edificate e non riguarda le medie e grandi strutture di vendita, bensì superfici commerciali fino a 250 mq. Le superfici medie e grandi devono essere invece autorizzate con apposito nulla osta”, dice Mirco Pari, direttore Confesercenti provinciale di Rimini.

“Nel caso dell’area ex Da.Ma – prosegue- stiamo invece parlando di programmazione urbanistica e di terreni che attualmente non hanno destinazione, visto che il piano integrato della ex nuova questura del ’99 citato da Asi è stato revocato in conseguenza del mancato affitto dell’immobile al ministero dell’Interno. Ricordiamo poi ad Asi che il vigente Piano strutturale comunale non prevede superfici di vendita medie o grandi in quell’area, e che il Masterplan è un elaborato senza alcun valore vincolante. Ci sono perciò solo due strade per la programmazione urbanistica dell’area: o il Piano urbanistico generale, con i suoi tempi di redazione e approvazione, o l’accordo di programma, in cui deve essere evidente e forte l’interesse pubblico. Nel secondo caso – prosegue Mirco Pari – stando a quanto finora illustrato da Asi, riteniamo che sia largamente insufficiente la parte di interesse pubblico”.

Ma non è tutto: “Ci sono anche altri aspetti da chiarire, dal nostro punto di vista, come la “food court” di 6-7mila metri quadrati: è una superficie enorme e ci piacerebbe sapere che cosa si intende nello specifico. Asi è naturalmente legittimata a portare avanti la propria attività imprenditoriale, ci mancherebbe. Ma per l’area ex Da.Ma è necessario passare per la programmazione urbanistica ordinaria, con i suoi tempi e senza scorciatoie. Sarà compito dell’amministrazione comunale mettere in fila tutto nell’interesse dei cittadini.

“Noi ribadiamo ciò che abbiamo affermato: realtà commerciali di dimensioni medie e grandi in quell’area non ci possono stare. La riqualificazione di quell’area è necessaria, ma non a questo prezzo“, conclude Pari.

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