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SIAMO CONTENTI DELLA NOSTRA SANITÀ?

All’inizio del 2014 nasceva l’Ausl unica della Romagna. Con 3.355 posti letto nel sistema pubblico (che salgono a 4.895 con il privato accreditato), il nuovo istituto, dispone di 15 ospedali pubblici, cui si aggiunge l’Istituto scientifico romagnolo per lo studio e la cura dei tumori di Meldola, e sono 14 le case di cura private accreditate totali. I dipendenti sono 14.789 mentre i professionisti convenzionati con l’Azienda unica, medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, sono rispettivamente 796 e 158.

Il volume di attività specialistica prodotta nel 2012 dalle quattro aziende romagnole, tra visite ed esami, è stato di 14.662.290 prestazioni. Per quanto riguarda il finanziamento regionale, il volume complessivo delle quattro aziende sanitarie romagnole per il 2013 si è attestato a 1,725 miliardi di euro su un totale di 6,883 miliardi di euro relativo a tutte le Ausl dell’Emilia-Romagna.

L’obiettivo di questo accorpamento non era di risparmiare nelle prestazioni sanitarie, ma di garantire gli elevati livelli di assistenza con un progetto di innovazione, sviluppo e crescita.
A meno di due anni dall’unificazione abbiamo chiesto cosa ne pensavano i cittadini riminesi del servizio sanitario.

Abbiamo iniziato come a scuola. Chiedendo di dare un voto da 1 a 10.

votosanità1

Un voto ampiamente positivo che si colloca di poco sotto al 7. Più soddisfatti i maschi (voto medio 6,95), e la fascia di età oltre i 61 anni (6,93). Quest’ultimo dato è particolarmente significativo, in quanto oggettivamente è anche la fascia di popolazione che ha maggiori necessità di cure mediche. Più esigenti le donne. Infatti si collocano sotto la media seppur di poco (6,72).

Abbiamo poi chiesto un giudizio ancora più preciso.

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Oltre il 63% ritiene che il servizio sanitario riminese sia migliorato o rimasto uguale come prestazioni rispetto agli anni passati. Significativa la media di oltre il 21% che lo ritiene migliorato, ma anche la media del 28,80 % che ritiene che sia peggiorato.

Questi dati  sono interessanti anche perché in netta controtendenza rispetto ai dati nazionali. Infatti, Secondo l’Osservatorio Sanità di Uni Salute, la qualità del servizio offerto dalle strutture pubbliche negli ultimi due anni è peggiorata (per il 47% degli intervistati, il 35,4 nel Nord – Est) mentre solo il 10% crede sia migliorata.

Si può affermare che per un servizio fondamentale per la qualità della vita delle comunità, per un servizio sempre sotto lente di ingrandimento (giustamente) i dati siano confortanti. Non si può abbassare la guardia ed anzi insistere per migliorare la qualità. Infatti i nostri cittadini sono preoccupati per il futuro.

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I cittadini riminesi non pensano ad un futuro roseo per il servizio sanitario. Infatti oltre il 50% degli intervistati pensa che vi saranno in futuro meno risorse finanziarie. Soltanto il 10% della popolazione pensa che le risorse finanziarie per la sanità possano aumentare. 

Anche in questo caso tuttavia la preoccupazione dei riminesi rispetto al futuro è meno marcata della media nazionale. Infatti oltre il 62% degli italiani pensa che la spesa sanitaria nei prossimi anni si ridurrà ulteriormente.

Torneremo a parlare di sanità anche con il prossimo sondaggio.

 

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