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Coriano, comitato su antenna: “Soddisfatti per riapertura delle trattative”

“L’annuncio dato domenica scorsa a mezzo stampa dalla Sindaca di Coriano in merito alla riapertura della trattativa con Windtre S.p.A. per concordare un nuovo sito per l’antenna ancora oggi prevista a soli 30 metri dalle mura rinascimentali del Castello malatestiano di Coriano non può che lasciarci soddisfatti”. E’ quanto annuncia il comitato per la tutela del patrimonio ambientale e culturale della città di Coriano e circondario riminese.

“Malgrado le incertezze sintattiche del redattore dell’articolo. E malgrado il disconoscimento, sempre da parte del medesimo redattore, del ruolo decisivo giocato da questo Comitato. Il tempo comunque sarà galante, come sempre. Ed anche noi galantemente attenderemo gli sviluppi della situazione, attenderemo che, passato mercoledì, la Sindaca faccia sapere quale sarà l’accordo raggiunto con Windtre S.p.A. Noi siamo d’altronde un libero Comitato di liberi cittadini che ha dedicato molte ore degli ultimi 50 giorni della propria vita a studiare, capire, scrivere, incontrarsi, sottraendo tempo ad affetti, lavoro, mare”.

“Abbiamo richiamato su questa vicenda l’attenzione di tutto il mondo della cultura e dell’arte riminese perché siamo consapevoli che questa non è una faccenda di paese: il Rinascimento italiano e i suoi lasciti sono patrimonio universale. Lottiamo non solo per questo Castello e per questo centro storico, ma per tutti i Castelli e per tutti i centri storici che potranno essere oggetto della stessa incredibile superficialità. Coriano non deve essere il precedente di come si possano mettere queste maledette antenne ovunque, Coriano dovrà essere il precedente e l’esempio virtuoso di cosa non si può assolutamente fare e di come, con determinazione, fermezza e intelligenza, si possono far valere principi inalienabili di tutela e salvaguardia dei nostri ambienti di vita. Sappiamo che il nostro impegno non finisce qui. Sappiamo che dovremo vigilare ancora”.

“Abbiamo imparato che la cosa pubblica non può essere appannaggio dei soli amministratori eletti, la partecipazione è essenziale alla vita democratica. E dovrebbe essere così non solo per fermare decisioni sbagliate e in contrasto con la Costituzione e la forma di civiltà nostra propria, ma anche e soprattutto per determinare insieme agli amministratori tutti i passaggi di costruzione del governo dei territori in cui viviamo. La democrazia o è partecipata o non è”, conclude il comitato.

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