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Coriano, Petroltecnica: Pruccoli e Rossi chiedono l’intervento della Regione

I consiglieri regionali del Partito Democratico Giorgio Pruccoli e Nadia Rossi hanno presentato una Interrogazione a risposta scritta, sulla vicenda di Petroltecnica, chiedendo l’intervento della Regione.

Il testo integrale:

Premesso che

Il territorio riminese sta vivendo contestualmente la crisi di due importanti realtà aziendali: Rovereta e Petroltecnica, due eccellenze nazionali nel campo dei servizi ambientali e della tutela dell’ambiente, non sono più in grado di garantire la propria sopravvivenza e prospettano una chiusura che porterebbe alla Perdita di 300 posti di lavoro.

E’ importante premettere che, fermi restando i provvedimenti emanati dalla Procura di Rimini, ad oggi gli elementi ostativi alla ripresa delle attività aziendali, promanano solo ed esclusivamente da provvedimenti amministrativi del Comune di Coriano.

Tuttavia all’origine della crisi di Rovereta stanno le vicende giudiziarie occorse da inizio anno: il 19 febbraio, infatti, viene notificato un verbale di sequestro preventivo per inosservanza dell’art.29 quattordicies del T.U.A. ed – a seguito di testimonianza di alcuni residenti della zona – di contestazione art. 674 del C.P. Solo il 29 aprile, visto il corretto adempimento delle prescrizioni imposte all’azienda, si ottenne il dissequestro.

Nel frattempo, tuttavia, esattamente il 13 marzo scorso, la medesima azienda riceve un ulteriore verbale di sequestro preventivo per le aree soggette ai trattamenti dei terreni contaminati: biopile e soil washing, che costituiscono una parte non preponderante dell’impianto (circa un 30% della produzione). L’istanza di dissequestro presentata è ancora in attesa di decisione da parte del GIP.

Evidenziato che

A rendere le cose ancora più complicate, è stato e continua ad essere l’atteggiamento ostativo alla ripresa delle attività aziendali tenuto dal Comune di Coriano, che il 12 marzo scorso ha comunicato alle suddette aziende via PEC un avviso di avvio inizio procedimento con verifiche per entrambi i mappali di via Rovereta 32 e 34 per non conformità edilizie ed assenza di agibilità dei locali, quando i fabbricati sono oggetto di pratiche di condono non perfezionate dal Comune di Coriano stesso.

L’incontro fissato il 10 aprile dal Comune con i tecnici delle aziende, su richiesta di queste, è stato annullato dal Comune con una comunicazione del 4 Aprile. Comunicazione seguita, l’indomani, da un’Ordinanza Dirigenziale di sospensione lavori e attività sulla base art. 4 legge regionale 23/2004, che prevede la sospensione di lavori in corso a seguito di rilievi di difformità rispetto al progetto depositato: circostanza non certo rilevabile in stabili costruiti circa 20 anni prima e non oggetto di alcun intervento, senza tenere conto che la citata norma non prevede la sospensione dell’attività, come invece imposto dall’Ordinanza.

Ad una immediata richiesta di incontro via PEC, peraltro rimasta senza risposta, è seguito un appuntamento dato dal Comune per il successivo lunedì 8 aprile, che si è concluso in un rinvio all’indomani per potere incontrare il Dirigente firmatario dell’Ordinanza. Il giorno successive, dunque, l’Amministratore di Petroltecnica, il Presidente del CDA e il Direttore generale di Rovereta, accompagnati da tre tecnici e un legale amministrativista incontrano il Dirigente per essere messi al corrente del fatto che nulla vi è da aggiungere a quanto scritto nell’Ordinanza. Solo dopo reiterate richieste viene definito un incontro per il giorno successivo con i tecnici comunali dell’ufficio competente, al fine di identificare un percorso che permettesse, in tempi brevi, di risolvere la situazione.

Reso noto che

Il 9 aprile si è tenuto in Prefettura un Tavolo di crisi in presenza del Comune di Coriano, delle OO.SS, della Regione, della Provincia, dell’Ispettorato del lavoro, di Confindustria, e dei rappresentanti aziendali e dei sindacati: unanime e condivisa la preoccupazione per la situazione in essere e per la necessità di trovare dei percorsi di statuizione di ammortizzatori sociali per i lavoratori, nell’occasione il Presidente della Provincia di Rimini ha dato la immediata disponibilità della struttura tecnica della provincia stessa per supportare l’amministrazione comunale al fine di velocizzare i tempi necessari al disbrigo delle pratiche amministrative.

Il 10 aprile, all’incontro fra Comuni e aziende interessati, i tecnici del Comune, incalzati anche dai rilievi di illegittimità dell’atto mossi dai legali delle aziende, rispondono rilevando una serie di difficoltà tecniche e l’impossibilità di definire la tempistica di risoluzione, fra l’altro per motivi di scarsità del personale e di diverso elenco delle priorità.

A questo punto le aziende presentano un ricorso al TAR e una comunicazione di autotutela al Comune per la quale non hanno ricevuto alcuna risposta, nonostante reiterati solleciti anche telefonici da parte dei legali di parte.

Intanto, data 2 maggio, alcuni rappresentanti di Confindustria Romagna incontrano il Dirigente dell’Amministrazione comunale, che lamenta l’inerzia da parte delle aziende e ribadisce la sua totale disponibilità a concordare percorsi anche per la regolarizzazione del Condono (presentato nel 2004, con integrazioni richieste nel 2007 e presentate nel 2008)

Preso atto che

In data 07/06/2012 veniva protocollato un documento indirizzato alla Sindaca Domenica Spinelli e per conoscenza agli assessori del Comune di Coriano, da parte del Comitato “Amici di Cerasolo Ausa”, che già poneva l’attenzione e ne sollecitava l’impegno, ricordando le promesse di campagna elettorale della Sindaca, rispetto alla mancanza di agibilità degli immobili. Un vero problema per le numerose aziende che nonostante abbiamo presentato richiesta di condono, non hanno ottenuto nessun riscontro.

Ricevute le informazioni da parte di Confindustria, le aziende Petroltecnica e Rovereta si sono mosse subito, inviando al Comune una PEC con richiesta di incontro per il 6 maggio, incontro durante il quale si apprende la mancanza, nell’archivio comunale, della documentazione relativa al condono in questione.

Prontamente offerta la visione del documento da parte del tecnico aziendale, il dipendente comunale risponde adducendo la necessità di un periodo di almeno 10 giorni per una richiesta di accesso agli atti, sottolineando, comunque, di non potere garantire nulla per motivi di personale sottodimensionato e altre pratiche da sbrigare.

L’inspiegabile sequela di vicende qui descritta si conclude col Tavolo prefettizio svoltosi il 17 maggio, nel corso del quale le parti hanno concordato un percorso comune finalizzato alla soluzione delle problematiche in essere. L’azienda si è impegnata a presentare un progetto di ripristino delle parti non comprese nel condono e di adeguare le destinazioni d’uso delle varie parti degli stabili, oggetto delle Ordinanze, e il Comune a risolvere il problema della mancanza di agibilità/usabilità delle parti degli stabili non sottoposti ad AIA.

Tutto quanto sopra premesso il sottoscritto consigliere interroga la Giunta 

per sapere se ritenga utile e necessario accompagnare, con un Tavolo Tecnico-Istituzionale che coinvolga anche la Provincia di Rimini, l’evoluzione di questa vicenda, insieme a quanto già sta facendo il Tavolo prefettizio da tempo avviato, affinché tutti i soggetti coinvolti procedano verso lo stesso obiettivo (rendere coerenti lo stato di fatto e di diritto delle aree oggetto del provvedimento), consentendo immediatamente alle Società di continuare l’attività, salvando i posti di lavoro che garantiscono presente e futuro ad oltre 300 famiglie”.

Giorgio Pruccoli, Nadia Rossi, Partito Democratico

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