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Coriano: “Porte aperte” a Petroltecnica e Rovereta. Le ragioni delle aziende

Si è tenuta, ieri mattina, in Petroltecnica e Rovereta, l’affollata iniziativa Porte Aperte.

Hanno partecipato cittadini, consiglieri regionali, esponenti del mondo politico, istituzionale, associazionistico come Confindustria Romagna, del mondo finanziario, delle professioni, giornalisti. 

Nella sala adibita a centro multimediale sono state mostrate le tecnologie di bonifica, gli ultimi modelli dei dispositivi per operare in sicurezza negli spazi confinati e anche l’ultimo nato in grado di recuperare idrocarburi da fiumi e canali presentato nei giorni scorsi al RemTech di Ferrara. E’ stato spiegato, ad un pubblico attento, che le aziende operano nel campo dell’Ambiente da molti decenni, con una sensibilità nei confronti delle tematiche ambientali che solo negli ultimi anni sembra essere diventata più diffusa.

Il prototipo di robot no man entry è nato – come ha raccontato l’AD Peo Pivi – da un tragico incidente occorso nel 1995 all’interno di un serbatoio su un cantiere di una grande multinazionale ove perse la vita un operaio e un altro rimase gravemente ferito”. Fu così che il capo di questa multinazionale chiese a Peo Pivi di trovare una soluzione e dall’ingegno romagnolo nacque il Bruco, il capostipite di una flotta di robot no man entry che entrano in sostituzione dell’uomo nei serbatoi.

Per queste tecnologie brevettate, uniche al mondo,  il gruppo è riconosciuto sul mercato a livello nazionale e non solo, come realtà di primaria importanza nel settore dell’economia circolare. Inoltre, grazie anche alle qualifiche speciali e alle tecnologie di bonifica, rappresentano una eccellenza nazionale nel settore di riferimento.

Alcuni numeri:

TERRENI RECUPERATI (BIOREMEDIATION E SOILWASHING) KG. 289.738.000;

OLII COMBUSTIBILI DA CENTRIFUGAZIONE RIMMESSI SUL MERCATO.. KG. 20.682.000 =(23.000.000 DI LITRI)= che hanno fruttato alle casse dello Stato sotto forma di accise 640.000 EURO;

SITI CONTAMINATI BONIFICATI E/O CARATTERIZZATI DAL 2001 7.000;

SITI BONIFICATI COMPLETAMENTE DA PETROLTECNICA 500.

Non è un caso che abbiamo organizzato questa iniziativa oggi, all’indomani di un periodo di 7 mesi molto buio e problematico, che ci ha provocato una situazione di grave crisi, oltreché psicologica e morale, soprattutto economica.

Durante tale periodo, a nostro avviso ingiustamente, abbiamo subito provvedimenti della magistratura e dell’amministrazione comunale che hanno condotto alla totale cessazione delle attività di Rovereta e, in parte, di Petroltecnica.

Non ci spieghiamo  il perché di tanto accanimento nei nostri confronti quando, anche volendo, non potremo nuocere all’ambiente e alla salute umana, poiché la tipologia di rifiuti che trattiamo non può creare assolutamente danni a niente e a nessuno.

E’ vero, alcune volte facciamo qualche odore assieme ad altri che si sente nell’aria circostante. Ma i benefici in termini di recupero sono di gran lunga maggiori rispetto alle emissioni. Inoltre sia chiaro che in questa zona non siamo gli unici a produrre emissioni, come abbiamo spiegato, attraverso cartelli allestiti nel centro multimediale che mostravano pubblicamente i dati scientifici ottenuti da autorevoli studi effettuati negli ultimi dieci anni

Abbiamo evidenziato, inoltre – fa rilevare un comunicato delle aziende – le contraddizioni e le erroneità di testimonianze e prese di posizione subite in questi mesi. Un esempio tra tutti: nei giorni successivi alla chiusura del nostro impianto si sono diffusi più volte odori nella zona, mentre noi avevamo l’impianto spento”.

“Poi sono parzialmente cessati perché, chiusi noi – continua il comunicato – non era più possibile additare tutta la colpa al comodo capro espiatorio.

I provvedimenti emanati nei nostri confronti sono motivati da ragioni di incolumità pubblica, agibilità, abitabilità.

Tolto subito il tema insostenibile dell’incolumità, per quanto riguarda l’agibilità e l’abitabilità ci tengo a sottolineare che una grande parte dei capannoni di questa zona e non solo ha le stesse problematiche burocratiche di mancanza di agibilità.

Noi siamo certificati ISO 18000 (Sicurezza – Ambiente – Qualità) e siamo dotati di tutte le certificazioni sismiche, idrauliche, elettrostatiche che garantiscono la massima sicurezza ai nostri lavoratori. In merito agli ODORI. Intendiamo mettere in atto alcune misure che ci consentano di risolvere il problema:

– Creazione di un AUDIT permanente di 3 Saggi ambientali di cui uno su indicazione dei cittadini di Cerasolo

– Adozione del Protocollo degli odori su modello della Lombardia;

– Richiesta alla pubblica amministrazione di ripresa del tavolo di lavoro con Enti/ Comune/Aziende private che alcuni anni fa era stato istituito presso il Comune di Coriano ma che ha avuto breve vita”.

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