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Coriano. Risarcimento per la buca. Il Comune si appella

Nelle settimane scorse era stata data notizia di un risarcimento importante che il Comune di Coriano doveva pagare ad un cittadino vittima di una caduta in moto a causa di una buca.

Un risarcimento che aveva fatto discutere. Infatti vi erano almeno due anomalie.

La prima è che il contenzioso non è tra l’assicurazione del Comune di Coriano ed il cittadino vittima dell’incidente a causa del manto stradale diventato pericoloso, ma tra il cittadino, tramite i suoi legali e direttamente il Comune di Coriano.

La seconda anomalia è ancora più grave. La sentenza, di primo grado, è passata in giudicato. Il Comune non ha fatto appello e non risulta neanche essersi costituito nel procedimento civile di primo grado. Significa che il Comune di Coriano dovrà pagare direttamente quattrocento mila euro. Un conto salatissimo per qualsiasi Comune. Ancora di più per Coriano per le note difficoltà di bilancio.

Il tutto ha inizio nel 2013, quando un barista di San Marino, ora 58enne, percorrendo con la sua moto l’incrocio tra via Primo Maggio e Largo Castello è caduto a terra. La ruota anteriore della moto si era infilata in una buca, rappezzata male, facendolo cadere. La caduta ha provocato al centauro di San Marino un trauma toracico e soprattutto la frattura scomposta di tibia e perone. Un anno di cure, senza poter lavorare ed una invalidità, certificata del 36%.

Dopo giorni di silenzio l’amministrazione di Coriano ha fatto un comunicato in cui annuncia appello contro la sentenza. Secondo il Comune di Coriano,  nessuno nell’Ente era a conoscenza del contenzioso, per questa ragione ha dato incarico  all’avvocato Marco Perrone del foro di Forlì di proporre appello per far dichiarare la nullità della sentenza di primo grado, perché la notificazione dell’atto introduttivo del giudizio non risulta valida. Ieri è stato notificato l’atto di citazione alla controparte, la quale sarà chiamata a comparire dinanzi alla Corte d’Appello di Bologna.

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