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Coriano: sindaco contro dipendenti, prima udienza il 10 novembre

Sarà il Giudice Lucio Ardigò, responsabile della Sezione Lavoro del Tribunale di Rimini, a dirimere la vertenza fra i dipendenti comunali di Coriano e l’Amministrazione Corianese. Il Giudice ha fissato una prima udienza per il 10 novembre per i dipendenti difesi dall’avv. Giorgio Sacco di Bologna e un’altra per il 26 gennaio 2017 per i dipendenti difesi dall’avv. Mauro Montini di Firenze.

Allo stato attuale non si sa ancora chi sarà il legale del Comune di Coriano chiamato a sostenere le motivazioni dell’Amministrazione.
Ricordiamo che l’Amministrazione Comunale di Coriano ha chiesto indietro quasi 2 milioni di euro ai suoi dipendenti e ha “sospeso” ad ogni dipendente, a partire dallo stipendio di maggio 2016, molte centinaia di euro.

Un groviglio di interpretazioni e di sentenze nazionali, trasportate a livello locale, che hanno reso sempre più complicato il quadro d’insieme, alla luce anche di una scelta precisa di scontro con i suoi dipendenti da parte del Sindaco Spinelli. Mischiando il tutto con pesanti giudizi sulle precedenti amministrazioni di centro-sinistra.

Ma i consiglieri di minoranza di centro-sinistra hanno ribattuto come invece ci sia stata una evidente e dimostrata incapacità degli attuali amministratori di governare una macchina complessa come è quella di un Comune. E di riuscire a dirigere in maniera ottimale il proprio personale.

In questa situazione di conflitto, di accuse e contro-accuse, il Giudice Ardigò dovrà cercare di capire e dirimere una situazione non facile, considerando anche che una settantina di dipendenti stiano vivendo ormai da un anno una situazione kafkiana: sono sotto accusa per colpe non loro (come sostengono tutti), sono sottoposti a un pesante taglio degli stipendi, si sentono profondamente offesi nella propria dignità di lavoratori, ma ad oggi non hanno avuto alcuna voce in capitolo nella loro difesa. L’auspicio che tutti i lavoratori si fanno è che ci sia una rapida e precisa sentenza che riconosca i loro diritti e che ponga fine a questa vicenda che li ha penalizzati ed umiliati.

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