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Coronavirus, l’allarme di Ausl: “A Rimini casi in crescita. Tamponi a rischio crisi”

Negli ultimi dieci giorni a Rimini sono stati accertati 430 casi di coronavirus. 100 nelle ultime 48 ore. Tanto che Ausl Romagna pur ricordando che la situazione non è paragonabile ai giorni drammatici di marzo in cui il tasso epidemiologico era tra i più alti in Regione lancia comunque l’allarme.  “Il territorio provinciale di Rimini, già tra i più colpiti in regione nei mesi scorsi dall’infezione da Covid 19, sta avendo anche in queste settimane una progressione di nuove positività con un trend importante“, spiegano dall’ Ufficio Igiene dell’azienda sanitaria.

Inevitabile le ripercussioni sulla filiera che si occupa di monitorare l’andamento epidemiologico.  “Pur essendo molti i pazienti asintomatici e la maggior parte di essi è comunque gestibile a domicilio, con numeri al momento contenuti di ricoverati e soprattutto di pazienti in terapia intensiva, tanto che non si presentano allo stato attuale problemi sul fronte della rete ospedaliera, tale situazione sta però creando comprensibili difficoltà alla rete delle cure territoriali e in particolare al Servizio di Igiene pubblica di Rimini, che si occupa appunto della individuazione dei casi, svolgimento delle indagini epidemiologiche, coordinamento nell’effettuazione dei tamponi, successivo follow up dei pazienti e dichiarazione di guarigione degli stessi”.

Prevedendo questo possibile scenario, già nei mesi scorsi l’Azienda si era attivata per potenziare il Servizio. A 48 infermieri che erano stati inseriti fino a giugno per l’effettuazione dei tamponi in particolare drive trhrough e per le indagini epidemiologiche, se ne sono aggiunti ulteriori 34 dal mese di agosto ad ora. Questi inserimenti graduali, e tenendo conto anche dei tempi necessari per la formazione e l’affiancamento dei neo inseriti, hanno consentito di affrontare la situazione ma non in maniera sufficiente per evitare alcuni disagi e ritardi nell’effettuazione di alcune prestazioni; disagi per i quali ci si scusa con l’utenza.

“Ovviamente – continuano dall’azienda sanitaria – con le risorse a disposizione, si cerca di far fronte prima agli adempimenti più urgenti, come le diagnosi e il contact tracing, in modo da limitare il diffondersi del contagio. L’Azienda sta comunque proseguendo con le politiche di potenziamento del servizio: si è concluso proprio oggi, e saranno redatte le graduatorie, un concorso per assistenti sanitari (figura professionale mirata principalmente a questo tipo di lavoro presso i Servizi di Igiene pubblica), da cui si potranno trarre ulteriori risorse, ma nel frattempo si stanno “dirottando” tutte le risorse possibili da altri servizi verso l’Igiene pubblica per cercare di dare le risposte più puntuali possibili limitando i disagi”.

Ed ecco perchè alla luce di tale situazione si raccomanda alle persone in isolamento domiciliare di rispettare tale misura e di fornire la massima collaborazione agli operatori della Sanità pubblica che effettuano le indagini epidemiologiche al fine di individuare tutti i contatti a rischio e di limitare così il più possibile la diffusione dell’infezione.

Contestualmente è stato potenziato con una unità in più il personale delle Usca, in modo da continuare a garantire gli interventi a domicilio per i pazienti seguiti in tale regime, entro la giornata di attivazione del servizio stesso o al massimo il mattino successivo.

 

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