Home > Ultima ora cronaca > Coronavirus, Regione: “In Emilia Romagna più pericolosa l’influenza”

Coronavirus, Regione: “In Emilia Romagna più pericolosa l’influenza”

Di fronte all’emergenza corona virus, sollevata a livello mondiale, in Emilia-Romagna si è “attenti ma non allarmati” tanto che “oggi in regione è più pericolosa l’influenza”. E’ quanto evidenziato, dai vertici della Sanità regionale nel corso di una conferenza stampa indetta per fare il punto della situazione sull’epidemia emersa nella città cinese di Wuhan.

“Oggi – osserva la direttrice generale Cura della persona, Salute e Welfare dell’Emilia-Romagna, Kyriakoula Petropulacos – nella nostra regione è più pericolosa l’influenza del corona virus. Se una persona non è stata nelle aree a rischio, ha l’influenza: la probabilità” di un contagio “è bassissima, però noi dobbiamo comportarci con la massima prudenza”.

Petropulacos ha sottolineato che “nessun caso di Coronavirus si è verificato in Emilia-Romagna, così come nel resto d’Italia”.

“Tuttavia – ha detto la direttrice – come previsto in situazioni di questo tipo, sono già state messe in campo misure tutelanti. La nostra Regione si è immediatamente attivata, in stretto contatto con il Ministero e l’Istituto superiore di sanità, e abbiamo già fornito indicazioni precise a tutte le Aziende Usl del territorio. Ma, ripeto, non solo non c’è nessun allarme, ma neppure nessun elemento di preoccupazione”.

Presenti all’incontro con i giornalisti altri membri del gruppo di coordinamento: Pierluigi Viale, direttore del reparto Malattie Infettive del Policlinico Sant’Orsola-Malpighi, Maria Carla Re, direttrice del Centro di riferimento regionale per le emergenze microbiologiche (Crrem) del Policlinico, e Adriana Giannini, responsabile Servizio Prevenzione Collettiva della Regione.

Da sinistra a destra: Pierluigi Viale, Kyriakoula Petropulacos, Adriana Giannini e Maria Carla Re

In Italia, in accordo con le indicazioni a livello internazionale, sono già state adottate misure precauzionali per gli arrivi aerei; c’è una task force del ministero della Salute, ed è già funzionante 24 ore su 24 il numero verde 1500. A livello regionale, ha spiegato Petropulacos, “c’è un collegamento tra numero verde nazionale e linee regionali: nel caso si valuti la necessità di un approfondimento specifico sul territorio, la chiamata viene appunto dirottata in Regione. Il numero messo a disposizione dal Ministero è importante soprattutto per i cittadini che arrivano da aree a rischio e che ricevono già indicazioni in aeroporto. Peraltro – giusto ricordarlo – negli aeroporti regionali non arrivano voli diretti dalla Cina, quindi chi giunge sul territorio proviene da precedenti scali ed è già stato sottoposto a controlli”.

Negli scali italiani, infatti, ai passeggeri che provengono da zone a rischio viene immediatamente effettuato un primo screening (tramite apposito scanner), che rileva l’eventuale presenza di febbre; poi viene loro consegnato un foglio che spiega come, in caso di insorgenza febbrile, debbano rivolgersi al proprio medico di base o chiamare il numero verde.

Ciò consente di allertare immediatamente i Dipartimenti di salute pubblica delle Ausl e di mettere in campo, a seconda della gravità della situazione, le misure necessarie. In Emilia-Romagna per le analisi è già attivo, come laboratorio di riferimento, il Crrem del Policlinico Sant’Orsola, che nei giorni scorsi ha analizzato quattro campioni respiratori, risultati tutti negativi.

Nel corso della conferenza stampa è stato infine ricordato che, in base alle indicazioni internazionali e nazionali, le persone prive di sintomi che rientrano dalle aree in cui c’è il Coronavirus non vanno messe in quarantena, e non costituiscono fattore di rischio per la trasmissione. In caso di diagnosi di influenza da Coronavirus il paziente sarà sottoposto a isolamento nelle stanze predisposte all’interno dei Reparti di Malattie Infettive e gli verranno somministrate le terapie appropriate.

“Lo ribadiamo con chiarezza – hanno sottolineato tutti i partecipanti all’incontro stampa -: siamo attenti, come è giusto che sia, ma non allarmati. Il sistema regionale è organizzato in via precauzionale per rispondere prontamente a eventuali necessità, ma non c’è, al momento, alcun motivo di preoccupazione”.

Scroll Up