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Coronavirus, secondo paziente positivo a San Marino. Ha 81 anni

Il Gruppo di coordinamento per le emergenze sanitarie, al termine della riunione odierna, informa che le condizioni del primo caso sammarinese positivo al nuovo coronavirus COVID-19 e rimane ricoverato nel reparto di Malattie Infettive dell’Ospedale “Infermi” di Rimini.

Un secondo paziente di 81 anni, appartenente alla rete parentale del primo caso, e con un quadro di polipatologia cronica, è stato ricoverato nella notte sempre nel reparto delle Malattie Infettive di Rimini ed è risultato positivo al nuovo coronavirus al primo tampone.

Dall’indagine epidemiologica sui primi due casi, emerge che la possibile fonte di contagio sia da collegare fuori del territorio sammarinese e che appartenga, come espressione satellite, ai casi riminesi.

Dagli accertamenti effettuati nella giornata di ieri, è stata ricostruita la rete dei contatti stretti del primo paziente e a seguito dell’indagine epidemiologica, sono 21 le persone in quarantena precauzionale. Si tratta di 16 persone appartenenti alla rete familiare e amicale, mentre 5 riguardano operatori sanitari. La maggior parte di loro sono asintomatici.

“Si ribadisce – spiegano dall’ISS sanmarinese – a tutta la cittadinanza che per “contatto stretto” si intende: Operatore sanitario o  altra  persona  impiegata  nell’assistenza  di  un  caso  sospetto  o confermato di COVID 19 o personale di laboratorio addetto al trattamento dei campioni. Essere stato a  stretto  contatto  (faccia  a  faccia)  o  nello  stesso  ambiente  chiuso  con  un caso sospetto o confermato di COVID 19. Vivere nella stessa casa di un caso sospetto o confermato di COVID 19. Aver viaggiato in aereo nella stessa fila o nelle due file antecedenti o successive del caso sospetto o confermato di COVID 19, compagni di viaggio”.

Non sono da considerasi a rischio e non necessitano quindi di quarantena, tutti i contatti indiretti, ossia con persone che hanno invece avuto un contatto stretto.

Il Gruppo vuole sottolineare tale aspetto, in quanto si stanno verificando situazioni molto numerose di cittadini che hanno avuto contatti indiretti, che rimangono a casa dal lavoro e desiderano giornate di malattia. Si tratta di allarmismo ingiustificato che non trova fondamento nelle procedure internazionali che anche San Marino ha adottato.

Il Gruppo evidenzia che tali aspetti sono da applicare anche ai lavoratori frontalieri, per i quali vigono le disposizioni sanitarie della propria Regione di provenienza e devono fare riferimento alle autorità sanitarie italiane.

 

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