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Corsa al tampone, i farmacisti della provincia di Rimini: “Rischio paralisi, così non reggiamo”

“Farmacie paralizzate, così non si può andare avanti. Non siamo ancora al collasso, ma certamente le difficoltà sono enormi”: è l’allarme di Giulio Mignani, presidente dell’Ordine dei farmacisti della provincia di Rimini. Dove ogni mattina si assiste all’assalto di chi “vuole, non deve” – sottolinea Mignani – fare il tampone per ottenere il green pass.

“E’ evidente che non possiamo reggere, non c’è posto per tutti e dobbiamo anche rinunciare a erogare gli altri servizi. E poi – riferisce – c’è chi riesce a farsi il tampone solo alle 3, alle 5 del pomeriggio. Addirittura una persona mi ha segnalato che il tampone non ha potuto farlo affatto e per questo no ha potuto recarsi al lavoro. Non so che lavoro faccia questo signore, ma se fosse per esempio un autista di un autobus quel giorno il servizio si sarebbe trovato con una persona in meno”.

“I tamponi li abbiamo, noi andiamo avanti a oltranza, ma non possiamo andare avanti così all’infinito”, ripete il presidente dei farmacisti.

Che tiene però a evidenziare un altro fatto: “Secondo gli ultmi dati AIFA in Italia abbiamo avuto 16 decessi, 0,2 ogni milione di vaccinati, per lo più con AstraZeneca. Parliamo dunque di cifre infinitesimali, di fronte agli oltre 130 mila morti di covid. Probabilità di esiti avversi infintamente inferiore a quella di perdere la vita in un incidente stradale. Allora bisogna anche iniziare a considerare che oltre ai diritti abbiamo anche dei doveri. Perchè di fronte al un problema si dovrebbe scegliere la soluzione meno efficace e più costosa?”.

“Un ciclo vaccinale – spiega Mignani – costa 50 euro. Farsi perodicamente il tampone ne costa 2mila all’anno. Se il 10% della popolazione italiana continua a scegliere questa strada, parliamo di milardi”.

Dunque niente tamponi gratuiti? “Mia opinione personale, ma non vedo perchè questo costo debba sobbarcarselo la collettività. Poi vedo aziende che hanno deciso di pagare i tamponi ai loro dipendenti non vaccinati. Libere di farlo, ma poi non si devono stupire se, come leggo di centro commerciale di Rimini, quelli che il vaccino se lo sono fatto chiedono che il costo dei tamponi gli sia accreditato in busta paga”.

 

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