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Covid in Romagna, allerta ospedali scende ad arancione: i numeri di tutti i Comuni

Un’epidemia in calo in tutta la Romagna, anche se l’appello delle autorità sanitarie resta quello di non abbassare la guardia. “Anche questa settimana – commenta Mattia Altini, direttore Sanitario di Ausl Romagna – si conferma un ulteriore calo della circolazione del virus, che si traduce in meno occupazione dei posti letto nei reparti Covid e soprattutto nelle Terapie Intensive. L’allerta del piano ospedaliero aziendale torna in arancione e questo ci consentirà di avviare un piano di recupero sulle visite specialistiche costrette ad essere posticipate e agli interventi chirurgici non urgenti e differibili sospesi a causa del Covid”.

Nella settimana dal 26 aprile al 2 maggio  si sono verificate 1.750 positività su un totale di 34.086 tamponi eseguiti; “si osserva quindi un tasso di positività del 5,1 per cento, evidenziando, anche in questa settimana, una diminuzione del trend dei nuovi casi positivi nel territorio romagnolo”.

La performance dei tempi di refertazione dei tamponi, entro le 48 ore, si mantiene alta, registrando il 98,0 per cento.

Per quanto riguarda l’indicatore relativo alle persone ricoverate, su tutta la Romagna, a lunedì 3 maggio, si registra la quota di 289 ricoveri, con una diminuzione di 52 ricoverati rispetto alla settimana precedente, portando l’azienda all’interno del livello arancione del Piano ospedaliero Covid; anche i ricoveri nelle terapie intensive sono in calo, sia in termini assoluti che percentuali.

 

Rispetto alla copertura vaccinale, Ravenna precede Cesena, poi Forlì e Rimini, ma con differenze non molto rilvanti.

Per quanto riguarda i territori, quello di Rimini resta nei numeri assoluti il più colpito, seguito da Ravenna. Fra i maggiori comuni della provincia riminese (quelli sopra i 10mila abitanti), nelle cifre dei casi attivi spiccano Riccione e Santarcangelo, che rispettivamente con 199 e 126 unità hanno una percentuale dello 0,56% rispetto ai residenti; anche Verucchio (0,50%) e Bellaria (0,42%) vanno peggio di Rimini e Coriano (entrambi a 0,38%). Meglio a Misano (0,33%) e Cattolica (0,32%).

Finora la mortalità più pesante rispetto al totale dei contagiati si è avuta a Cattolica (3,98%), quindi Riccione (3,79%), Rimini (3,1%), Misano (2,89%), Bellaria (2,84%), Santarcangelo (2,53%), Verucchio (2,13%), Coriano (1,65%).

Se invece si confronta il numero dei decessi in proporzione alla popolazione residente, il dato più rilevante è a Riccione (0,37%), poi Cattolica (0,34%), Rimini (0.32%), Santarcangelo (0,27%), Bellaria (0,26%) Coriano (0,25%) Misano (0,24%), Verucchio (0,22%).

“I dati incoraggianti raggiunti anche questa settimana – torna a sottolineare Altini – non vanno considerati come “consolidati”. Il virus circola ancora e sono sufficienti alcuni cedimenti sulle misure di attenzione/prevenzione per innescare una inversione di tendenza. Le azioni di contrasto in nostro possesso rimangono quindi le stesse: osservazione delle misure e adesione alla campagna vaccinale per le categorie fin qui coinvolte. A partire da domani, la platea degli aventi diritto sarà ulteriormente allargata e consentirà la somministrazione vaccinale anche alla popolazione dai 60 ai 64 anni e ad una prima fascia per età delle persone con patologie appartenenti alla categoria 4 del piano vaccinale. Questo ulteriore allargamento garantirà una maggiore copertura della nostra popolazione e quindi rivolgo un invito a tutti gli aventi diritto ad accedere senza esitazioni alla prenotazione”.

 

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