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Cristian Lucarelli, il nuoto e la disabilità: “Voglio trasmettere la forza di ricominciare”

Semplicemente nuotare. Sentirsi liberi nell’acqua, senza impedimenti, leggero. Uno sportivo che è rimasto tale anche dopo un brutto incidente che gli ha fatto perdere l’uso delle gambe e delle braccia, anche se non completamente. Il riccionese Cristian Lucarelli non si è dato per vinto, continuando a praticare sport e diventando uno degli atleti di punta della Polisportiva Comunale di Riccione, per quanto riguarda il nuoto.

Cristian Lucarelli

Chi è Cristian Lucarelli?

«È un cinquantenne che, nel 2015, causa grave incidente con bicicletta da corsa, è diventato tetraplegico incompleto. Mi stavo allenando per il triathlon, sport che praticavo con passione a livello amatoriale con la squadra del T. D. Rimini. Dopo un calvario ospedaliero, tra Imola e Rimini, in cui inizialmente mi sono ritrovato completamente paralizzato, oggi grazie alle cure ricevute riesce a muoversi con molte difficoltà tra sedia a rotelle e stampelle».

Quando ha iniziato ad appassionarsi al nuoto?

«Sono sempre stato appassionato di sport, prima dell’ incidente ero un runner e un triatleta. Ripeto, sempre a livello amatoriale, ma le mie belle gare le ho fatte anche io. Devo ringraziare la Polisportiva Comunale di Riccione e tutto lo staff dello Stadio del Nuoto, in particolare Luca Serafini che mi ha fatto rinascere in acqua. Non sarei rientrato in una piscina senza il suo aiuto, ero bloccato dalla paura, ma Luca ha saputo rigenerarmi con il giusto approccio e la competenza necessaria. Con l’aiuto di Ilario Battaglia, responsabile FINP (Federazione italiana nuoto paraolimpico ndr) per la regione Emilia Romagna, invece, siamo riusciti a creare, recentemente, la squadra di nuoto FINP della Polisportiva Comunale di Riccione, che ha la potenzialità di diventare un polo attrattivo per i nuotatori disabili, andando ad aumentare le file dei nostri atleti».

Cosa prova quando è in acqua?

«Nuotare, per me, è l’essenza del vivere, superando le proprie paure, ricercando attraverso il gesto sportivo le potenzialità di un corpo che non è più quello di una volta. Poi, il nuoto mi permette di ridurre le rigidità e i dolori che mi accompagnano quotidianamente, facendomi sentire più leggero. La sfida è quella di riuscire a superare i propri limiti, che sono tanti, fisici e mentali».

Lei si sente un esempio di come si può trovare la forza di ricominciare nonostante tutto, vero?

«Sì, esatto. Mi accontento di essere un possibile esempio per i tanti disabili che forse non hanno ancora provato le loro capacità e magari leggendo un articolo di giornale, vengono invogliati a farlo. Non sai quante richieste ho avuto per poter venire a provare il nuoto in piscina. La forza di ricominciare si acquista con un mix di tante cose, in primis la voglia di continuare a vivere, che deve prevalere su tutto: non isolarsi dal mondo deve essere il principio base. La famiglia è stata importantissima, mi ha spinto a ricercare un nuovo me stesso, con una consapevolezza dei limiti che deve essere calcolata prima di provare a superarli. La voglia di avventura, emozioni ed esperienze deve essere sempre accesa e alimentata, altrimenti è la fine».

Mi racconti delle sue ultime gare?

«Per me l’importante, in questa stagione estiva di nuoto in acque libere, è stato riuscire a portare a termine le gare nei tempi limite concessi, poi se arriva qualche medaglia tanto meglio. È la prima stagione che faccio gare nel lago e nel mare e sono arrivati un secondo posto ad Arona sui 2400 mt e un terzo posto ai campionati italiani in mare a Stintino sui 1300 mt».

In questo momento, si sta allenando per altre competizioni?

«Ci stiamo preparando a Riccione, per il trofeo internazionale nuoto Riccione del 19 e 20 ottobre. Si tratta di gare indoor che si svolgeranno allo stadio del Nuoto, dove parteciperanno insieme atleti normodotati e disabili».

Nicola Luccarelli

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