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Croce Rossa a Federfarma: “Volontari in Valmarecchia anche con neve e non chiedono rimborsi”

Spett.le redazione,

ho avuto modo di leggere su diverse testate del territorio le doglianze espresse da Federfarma in ordine al servizio di consegna farmaci in Valmarecchia, che a causa della neve non sarebbe stato effettuato da non meglio precisati volontari.
Al riguardo, ritengo doveroso evidenziare che la genericità del termine “volontari”, senza che ad esso venga attribuita una paternità, ossia di quale associazione o di quali persone si stia parlando, rischia di insinuare dubbi sul comportamento e sullo spirito di abnegazione dei tanti volontari che quotidianamente svolgono un servizio incredibile per la comunità, non di rado –come in questo periodo-, anche potenzialmente rischioso.

La genericità delle affermazioni può infatti indurre la comunità che riceve il servizio ad un senso ingiustificato e insano di diffidenza anche nei confronti di chi, come il volontario di Croce Rossa Italiana, assolve un servizio con spirito altruistico ed assoluta gratuità.

E, a proposito di gratuità, vengo anche all’affermazione relativa alla “disponibilità di volontari (rimborsati) che oggi…”.
Non mi è dato sapere se in Valmarecchia vi siano altri gruppi, associazioni o privati che effettuino il servizio di consegna dei farmaci e, in caso affermativo, conoscere a quale titolo operino e tantomeno se per tali organizzazioni i volontari percepiscano rimborsi.

Posso però sottolineare con estrema forza e decisione che i volontari della Croce Rossa Italiana non percepiscono nessuna forma di rimborso personale per i servizi effettuati e, anzi, i destinatari del servizio reso lo ricevono a titolo del tutto gratuito. Ove un volontario di Croce Rossa pretendesse compensi per il servizio prestato, invito fin d’ora a sporgere formale denuncia nei confronti del richiedente. Per tutelare il buon nome della più grande Associazione umanitaria internazionale non mancheremmo di valutare la possibilità di costituzione di parte civile.

Cosa ben diversa sono le eventuali donazioni, piccole o grandi che siano, corrisposte, anche attraverso un singolo, ad un Comitato della Croce Rossa Italiana.  Per tale eventualità, infatti, viene prevista una specifica rendicontazione.

Croce Rossa non entra nel merito delle rivendicazioni di Federfarma e di Assofarm (con le quali, peraltro, Croce Rossa Italiana ha stipulato una convenzione di livello nazionale), con l’Assessorato alle Politiche per la Salute della Regione Emilia Romagna, ma a beneficio dei lettori si ritiene necessario precisare che per quanto riguarda i volontari del Comitato di Rimini della Croce Rossa Italiana, da cui dipende anche la Valmarecchia, il servizio è proseguito – seppur con le difficoltà del caso – anche con la neve.

Al riguardo posso infatti riferire che dall’attivazione – pochissimi giorni or sono – del servizio di “Pronto farmaco” anche in Valmarecchia, vi sono state circa un centinaio di consegne, delle quali oltre una quarantina nelle ultime giornate di condizioni meteo avverse.

Quindi per Croce Rossa Italiana non c’è neve che tenga – almeno a questi livelli – e le consegne vengono regolarmente effettuate dai volontari, tanto che le schede già predisposte per la Valmarecchia sono state tutte evase. Il servizio richiede, infatti – come facilmente intuibile -, una sistematica catalogazione degli interventi da effettuare e i volontari che hanno operato anche in condizioni difficili non meritano certamente che su di loro possa addensarsi qualsivoglia nuvola.

Colgo l’occasione per riferire che il Comitato di Rimini della Croce Rossa Italiana sta anche provvedendo alla consegna dei farmaci per le persone risultate essere “positive” al Covid-19, sta effettuando l’accompagnamento dei medici del 118 per le visite domiciliari finalizzate a verificare casi potenzialmente sospetti e sta eseguendo i cosiddetti trasporti secondari, ossia quelli a beneficio di persone dimesse dalla struttura ospedaliera. Impegni che richiedono uno sforzo davvero notevole anche per i profili organizzativi, attesa proprio la volontarietà di chi presta tempo, risorse ed energie al servizio della comunità, dopo essersi preparato per decine e decine di ore attraverso processi di formazione continua e obbligatoria per affrontare con consapevolezza e conoscenza i vari contesti in cui opera Croce Rossa Italiana.

Modalità che consente alla Croce Rossa Italiana, struttura organizzata e complessa articolata in Comitati che non beneficiano di finanziamento pubblico, di non annoverare “improvvisatori” tra le proprie fila. Sparare nel mucchio, in particolar modo in un tempo in cui tutti abbiamo bisogno di relazioni umane e di amorevoli comprensioni, è davvero un delitto.

Le rivendicazioni sono sacrosante, ma vanno mirate. Amputare una gamba sana non guarisce la gamba malata; dire male dei volontari con genericità significa amputare anche quelli sani. E questo non è possibile consentirlo, sia per il rispetto dovuto all’operosa “testardaggine” dei volontari, ma soprattutto per la cura che bisogna avere per una comunità già gravemente ferita.

Vi ringrazio per il servizio che svolgete a beneficio del territorio, favorendo una costante informazione anche in tempi certamente non facili come quelli che attraversiamo. Cordialmente.

L’Addetto Stampa
Tommaso Bianco

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