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Crolli dei cavalcavia, il Sole 24 Ore: “Imparare dal Ponte di Tiberio di Rimini”

Nicola Dante Basile, giornalista e scrittore, tiene sul Sole 24 Ore il blog Terra Nostra. Nel commentare il crollo del cavalcavia di Fossano, ultimo di una serie ormai drammaticamente lunga, cita un esempio di come si dovrebbe costruire un vero ponte: il Ponte di Tiberio di Rimini.

Nell’articolo intitolato #L’Italia ha bellezza, ingegno e arte ma se continuano a cadere i #ponti …, nel ricordare l’ultimo episodio Basile scrive:
“Non sono un tecnico e quindi mi è difficile distinguere quale sia la differenza. So però che quel ponte è crollato e sotto ci sono rimaste delle auto, per fortuna senza causare danni alle persone. Come invece accaduto in episodi precedenti”.

“Ma so anche di opere come il Ponte Tiberio sul fiume Marecchia, a Rimini, che da più di duemila anni continua a svolgere il proprio compito di ponte.
L’antico ponte romano voluto da Augusto, che diede inizio ai lavori nel 13 d.C. e completato da Tiberio nel 21 d.C., si sviluppa su cinque arcate e poggia su piloni tutto in pietra d’Istria ed è ancora oggi punto di partenza e incrocio della Via Emilia (collega Rimini a Piacenza) e della Via Popilia (Rimini-Ravenna-Aquileia)”.

“La storia racconta di un ponte sopravvissuto a tanti episodi che hanno rischiato o cercato di proposito di distruggerlo: terremoti, fiume in piena, usura e guerre: si rammentano l’attacco inferto nel 551 da Narsete, durante la guerra fra Goti e Bizantini e il tentativo, nel ’43, di minarlo da parte dei tedeschi in ritirata.
A dispetto di tutto è ancora lì a ricordarci come si costruisce un vero ponte”.

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