HomeApertura 3Da Riccione a Brooklyn: il “miracolo” Balera che ha conquistato New York

Luca Pelliccioni, dopo i successi di Briscola, Impasto e La Rina, fa nuovamente centro nella ristorazione assieme a quattro amici


Da Riccione a Brooklyn: il “miracolo” Balera che ha conquistato New York


10 Maggio 2026 / Redazione

C’è un angolo di Italia/Romagna che sta facendo ballare (e mangiare) la Grande Mela. Si chiama Balera, si trova al 442 di Graham Avenue, a Williamsburg, e in pochi mesi è diventato il “place to be” della scena gastronomica di Brooklyn. Al centro di questo successo c’è un nome ben noto alla ristorazione di qualità: Luca Pelliccioni (nella foto di apertura), riccionese purosangue e già firma dietro successi come Briscola, Impasto e La Rina. Questa volta, Pelliccioni ha deciso di portare a New York non solo il sapore, ma l’anima stessa della sua terra: l’accoglienza festosa, il ritmo delle balere e, soprattutto, la pizza stesa rigorosamente al mattarello.

Tutto è nato quasi per gioco, tra una cavalcata e l’altra sulle onde di Rockaways. Il “drink master” Oliviero Lucchetti racconta che il progetto ha preso forma dopo una giornata di surf con gli amici di una vita. Insieme a Pelliccioni, la squadra comprende il distributore di vini Lorenzo Rubini e i veterani della sala Tancredi Bareti e Lourenço Almeida. Cinque amici che hanno rilevato gli spazi dell’ex ristorante Da Francesco, trasformandoli in un tempio del gusto dove la palla da discoteca e i DJ set convivono con una cucina di altissimo livello.

Il cuore pulsante di Balera è la visione culinaria di Pelliccioni, affidata ogni sera alle mani dello chef Michael Cusumano. La vera protagonista è la “Romagna mattarello”: una pizza che sfida la tradizione napoletana per imporrne un’altra versione. Mentre a Napoli l’impasto è alto e soffice, qui si stende la pasta (circa 180-200 grammi contro i classici 280) fino a farla diventare sottilissima. Il risultato? Una base leggera, croccante solo ai bordi, che esalta i condimenti senza appesantire.

Balera, immagine tratta da Brooklyn Magazine

Le creazioni in menu sono già dei piccoli cult. La “Shrimps ‘n’ Turf” è un’esplosione di contrasti tra la dolcezza dei crostacei e il piccante spinto della ‘nduja calabrese. Omaggio al quartiere è invece la “The Graham”, dove la salsiccia al finocchio incontra l’amaro delle cime di rapa e la sapidità di un pesto rosso artigianale. Ma Pelliccioni non dimentica le sue radici più profonde: i cappelletti, ripieni di tre tipi di carne e serviti con una crema di formaggio, prosciutto e piselli, sono un ponte diretto tra Brooklyn e la riviera adriatica.

L’atmosfera di Balera è un mix tra l’eleganza di un locale di tendenza e il calore di una cucina di casa. Lucchetti ha curato una carta dei vini imponente – tra le 200 e le 230 referenze – con una predilezione per i vitigni italiani e piemontesi, mantenendo però prezzi accessibili per la clientela giovane della zona.

Dalle 17.30 in poi, il locale si anima: la luce delle candele riflette sulla palla da discoteca, mentre i piatti di mozzarella fritta (con l’acciuga “nascosta” all’interno) volano tra i tavoli. Con Balera, Luca Pelliccioni non ha solo aperto un ristorante; ha esportato il concetto del “buon vivere” romagnolo, dimostrando che, anche a migliaia di chilometri da Riccione, un mattarello e una buona bottiglia di vino sono il segreto per fare centro nel cuore della metropoli più competitiva del mondo.

mar.val.