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“Dad non può essere punizione”: genitori protestano contro ITIS Rimini

La dad non può essere una punizione per alunni indisciplinati. Protestano i genitori dei comitati “Per la scuola in presenza” “Ragazzi a scuola” dopo la decisione dell’ITIS Da Vinci-Belluzzi di Rimini di tenere a casa tutti i ragazzi oggi, ultimo giorno di scuola. Come ha spiegato la dirigente scolastica Sabina Fortunati, la decisone è arrivata in previsioni dei festeggiamenti, ormai consueti, che gli studenti delle superiori mettono in scena alla fine dell’anno scolastico.

Cosa che peraltro è avvenuta ugualmente ieri: quando hanno visto la circolare della presude, i ragazzi hanno tirato fuori con un giorno di anticipo fumogeni, petardi e trombe per manifestare la loro gioia. Nessun danno o incidente, mentre la dirigente ha fatto intervenire anche i Carabinieri.

Ma i genitori che si sono semre battuti contro la didattica a distanza non ci stanno e avevano subito scritto una lettera alla Fortunati: “Siamo un gruppo di comitati “Per la scuola in presenza-Ragazzi a scuola” di Rimini aderente a “Rete nazionale scuola in presenza”. Apprendiamo che nella giornata di ieri (3 maggio) è stata emanata una circolare (n. 244) a Sua firma in cui si dispone la sospensione delle attività didattiche in presenza e l’attivazione della DAD per tutti gli  alunni per il giorno sabato 5 giugno. A giustificazione del provvedimento emanato vengono richiamati motivi organizzativi e ragioni di sicurezza”.

“Vero è – proseguono i genitori – che il testo del Decreto Legge entrato in vigore il 26 aprile ha introdotto forme TROPPO flessibili nell’organizzazione della didattica, nella auspicata finalità che nella zona rossa, sia garan- tita l’attività didattica in presenza ad almeno il 50 per cento e fino a un massimo del 75 per cento della popolazione studentesca e, nelle zone gialla e arancione, ad almeno il 70 per cento e fino al 100 per cento della popolazione studentesca. Inoltre tali disposizioni non possono essere derogate dei Presidenti di Regione, ma la deroga è consentita solo in casi di eccezionale e straordinaria necessità dovuta alla presenza di focolai o al rischio estremamente elevato di diffusione del virus SARS-CoV-2 o di sue varianti nella popolazione scolastica”.

“Ebbene è un dato di fatto che, ad un mese esatto dall’entrata in vigore del DL 52, nella nostra regione non si sono mai registrati casi eccezionali, straordinari, né di rischio estremamente elevato, come ben documentato dai report redatti e pubblicati dalla Regione stessa che denotano semmai da due mesi in qua, un crollo del 60 per cento dei nuovi casi di contagio della fascia d’età 0-18 anni”.

Ma non solo: “Esprimiamo peraltro dubbi sul fatto che i dirigenti scolastici possano valutare i casi di necessità e decidere sulla chiusura della scuola in presenza e sul ripristino della Dad. Riteniamo che sia oltretutto un ennesimo atto dannoso nei confronti dei ragazzi che chiuderanno in questo modo deprimente un anno già di per sé così difficile. Resterà poi la grande incognita di settembre e le premesse non paiono essere le migliori”.

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