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Dal 21 dicembre al 6 gennaio quarantena per chi rientra da San Marino

Quarantena per chi rientra da San Marino, salvo che gli spostamenti siano dovuti a “esigenze lavorative, assoluta urgenza ed esigenze di salute”. I cittadini italiani che fanno ritorno dal Titano saranno obbligati ad effettuare apposita comunicazione all’Ausl competente. La disposizione arriva dal Ministero degli Esteri e appare nel sito  Viaggiaresicuri.it.

La norma entra in vigore da domani 21 dicembre e lo resterà fino al 6 gennaio. Il 19 dicembre è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale un’ Ordinanza del Ministro della Salute, “di concerto con il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, che precisa alcuni punti del DPCM 3 dicembre 2020 e dispone di passaggi di elenco per San Marino (da A a C) e per l ‘ Uruguay (da D a E)”.

E si precisa: “Indipendentemente da nazionalità e residenza, coloro che si recano dall’Italia nei Paesi dell’elenco C o che vi transitano, per uno o più giorni tra il 21 dicembre e il 6 gennaio”, per motivi diversi da quelli consentiti, “e rientrano in Italia tra il 21 dicembre e il 6 gennaio o dopo il 6 gennaio, sono sottoposti a isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria”.

Sono tuttavia previste una serie di eccezioni per determinate categorie, inclusa quella dei lavoratori frontalieri. In particolar modo la misura dell’isolamento domiciliare non si applica:

  • a) a chiunque (indipendentemente dalla nazionalità) fa ingresso in Italia per un periodo non superiore alle 120 ore per comprovate esigenze di lavoro, salute o assoluta urgenza, con l’obbligo, allo scadere di detto termine, di lasciare immediatamente il territorio nazionale o, in mancanza, di iniziare il periodo di sorveglianza e di isolamento fiduciario;
  • b) a chiunque (indipendentemente dalla nazionalità) transita, con mezzo privato, nel territorio italiano per un periodo non superiore a 36 ore, con l’obbligo, allo scadere di detto termine, di lasciare immediatamente il territorio nazionale o, in mancanza, di iniziare il periodo di sorveglianza e di isolamento fiduciario;
  • c) ai cittadini e ai residenti degli Stati e territori di cui agli elenchi A, B, C e D che fanno ingresso in Italia per comprovati motivi di lavoro. Tuttavia, se nei 14 giorni precedenti l’ingresso in Italia c’è stato un soggiorno o un transito dai Paesi dell’Elenco C, il test molecolare o antigenico rimane d’obbligo.
  • d) al personale sanitario in ingresso in Italia per l’esercizio di qualifiche professionali sanitarie, incluso l’esercizio temporaneo di cui all’art. 13 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18;
  • e) ai lavoratori transfrontalieri in ingresso e in uscita dal territorio nazionale per comprovati motivi di lavoro e per il conseguente rientro nella propria residenza, abitazione o dimora;
  • f) al personale di imprese ed enti aventi sede legale o secondaria in Italia per spostamenti all’estero per comprovate esigenze lavorative di durata non superiore a 120 ore;
  • g) ai funzionari e agli agenti, comunque denominati, dell’Unione europea o di organizzazioni internazionali, agli agenti diplomatici, al personale amministrativo e tecnico delle missioni diplomatiche, ai funzionari e agli impiegati consolari, al personale militare e delle forze di polizia, al personale del Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica e dei vigili del fuoco, nell’esercizio delle loro funzioni;
  • h) agli alunni e agli studenti per la frequenza di un corso di studi in uno Stato diverso da quello di residenza, abitazione o dimora, nel quale ritornano ogni giorno o almeno una volta la settimana;
  • i) agli ingressi mediante voli “Covid-tested” (vedere sezione dedicata), conformemente all’ordinanza del Ministro della Salute 23 novembre 2020 e successive modificazioni e integrazioni.

Ordinanza del ministro della Salute

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